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2:22 – Il destino è già scritto

In 2:22 – Il destino è già scritto, il controllore del traffico aereo Dylan Boyd (Michiel Huisman), si ritrova intrappolato in una catena di suoni ed eventi casuali, che si ripetono identici ogni giorno alla stessa ora, e terminano alle 2:22 in punto alla stazione ferroviaria di New York. La successione regolare, che si esaurisce nell’arco della giornata per ricominciare la mattina successiva, prende il via da un avvenimento significativo avvenuto sul luogo di lavoro: accecato per qualche istante da un improvviso lampo di luce, Dylan riesce per un soffio a scongiurare la collisione tra due aerei turistici. Tra i passeggeri scampati alla tragedia sfiorata, c’è anche Sarah (Teresa Palmer), una bellissima ragazza che lavora in una galleria d’arte, dalla quale Dylan si sente incredibilmente attratto. Proprio Sarah potrebbe essere la chiave per spezzare la nauseante ripetizione di eventi che scandisce la sua vita, ma non prima di aver indagato e colto i messaggi celati nello schema tracciato dal tempo.

 

2:22 – Il destino è già scritto è costruito sul fascino fisico del Michiel Huisman del Trono di Spade, sulla scia di quella combinazione di fantastico fiabesco e trasporto sentimentale che pure ha trovato proseliti in Adaline – L’eterna giovinezza, al quale proprio Huisman prese parte. Il film tuttavia è troppo piatto e troppo poco evocativo per coinvolgere sul serio: la soluzione del mistero si basa su regole forzate e arbitrarie, che dovrebbero in realtà rinforzare la vera sostanza del film, la love story tra i due protagonisti.