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La corsa può salvarti la vita, Roberto Di Sante presenta “Corri

La corsa può salvarti la vita, Roberto Di Sante presenta “Corri. Dall’inferno a Central Park”

La corsa può salvarti la vita e restituirtela a colori e piena di sogni? La risposta è in “CORRI –  Dall’inferno a Central Park”, il libro di Roberto Di Sante  che è già disponibile in tutte le librerie dal 22 marzo, sta già ricevendo molti consensi .

“Corri” è un viaggio che può essere il viaggio di ognuno di noi. Un passaporto per la vita. Da affrontare e tentare di riconquistare seguendo la scia di una passione, di un sogno impossibile. Qualsiasi esso sia. Basta metterci il cuore e non arrendersi quando tutto ti urla di farlo. “Corri” inizia con la fine. Sì, con la fine di un uomo che precipita dal quarto piano. La sola scelta che gli è rimasta per smettere di soffrire. Mentre cade esprime l’ultimo desiderio. Il suo corpo si blocca a pochi centimetri dal suolo.

Un filo di luce scende dall’alto, lui ci si aggrappa e prova a fuggire dal pozzo buio che lo ha inghiottito: la depressione. Aldo Amedei è un giornalista di successo che ha perso tutto.  Il passato è rimpianto, il presente è popolato da mostri e fantasmi, ma lui prova a seguire quel filo, quel folle desiderio che lo aveva tenuto in vita: correre la maratona di New York. Non sa nemmeno perché lo ha espresso, lui che prende la macchina anche per fare cento metri. Comincia a correre, come un evaso braccato dai suoi incubi. Cade, si rialza. Cade ancora e si rimette in piedi. E ogni volta fa sempre più male. Ma lui non molla. Per amore e con l’amore di Teresa, la sua giovane compagna. Sputando l’anima lungo strade piene di fatica, angeli e avvoltoi. Tornando alla vita, alla passione, ai sogni. Con l’aiuto di un medico viaggiatore, un coach inaspettato e un nipote più folle di lui. Diventando un altro, stampando altri nel cuore. Tra risate, sorprese e nuove emozioni. Ma i suoi nemici non mollano, lo inseguono decisi a riportarlo nel pozzo. Tutto è ancora in gioco, nell’ultima sfida, tra la vita e la morte: 42 chilometri e 195 metri. Contro vento e contro tutto. Dall’inferno a Central Park.