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Le otto sorelle cercano il dialogo con la FIBS. Dopo settimane di distacco e dopo l’annuncio che nessuna di loro avrebbe partecipato all’incontro in programma per il 24 settembre, c’è stata una richiesta di incontro con i vertici della Federazione qualche giorno prima dell’incontro fissato dalla FIBS. L’annuncio è arrivato con una breve nota stampa [...]
Author: Redazione Baseballmania
Posted: September 19, 2017, 9:21 pm
Mancano 2 settimane al termine della Regular Season di Major League e altre 3 squadre raggiungono i Play Off, anche se solo 2 hanno la certezza della vittoria della loro division. Gli Huston Astros e i Cleveland Indians hanno vinto rispettivamente la AL Central e la AL West. Curiosamente i LA Dodgers, che ancora detengono [...]
Author: Simone Bacio
Posted: September 19, 2017, 9:46 am
A un passo da un sogno chiamato serie “A”. Dopo tanta fatica e sforzi anche organizzativi, il Codogno riesce finalmente a concludere la trasferta sul campo di Acilia contro il Cali Roma per la prosecuzione di gara-1 sospesa sul 6-6 all’ultima ripresa per l’oscurità e vince ai supplementari con una maiuscola prestazione di Michele Gazzola [...]
Author: Pietro Barattini
Posted: September 19, 2017, 9:36 am
Un grandissimo Baseball Novara non riesce nell’impresa di conquistare la Coppa Italia di IBL, fermato proprio nell’atto conclusivo dalla Fortitudo Bologna che, nella finale disputatasi ieri a Rimini, ha sconfitto la compagine piemontese per 7 a 1. Le due squadre si erano meritate il diritto di prendere parte all’atto conclusivo del torneo avendo sconfitto sabato, [...]
Author: Redazione Baseballmania
Posted: September 18, 2017, 9:02 pm
E’ stato un sabato da incorniciare per le giovanili. Quattro partite, altrettante vittorie, di cui tre nette e altrettante shutout. D’obbligo dare la precedenza all’Under 12 che ha staccato il pass per la Final Four di Modena (domenica 1 ottobre) concedendo le briciole, anzi meno, agli avversari. Passaggio ai quarti di finale per l’Under 18. [...]
Author: Redazione Baseballmania
Posted: September 18, 2017, 9:47 am
Ha messo subito le cose in chiaro, la Fortitudo UnipolSai. Facendo la voce grossa nel primo inning. Cinque punti, uno dietro l’altro da parte del gruppo bolognese di Lele FrignaniE  Novara si è trovato… al tappeto. Dentro la Casa dei Pirati di Rimini la finalissima di Coppa Italia parla bolognese. Fortitudo imperiosa in apertura e [...]
Author: Maurizio Roveri
Posted: September 17, 2017, 10:13 pm
La Gazzetta dello Sport del 13 corrente dedica al baseball nostrano per mezzo del sempre bravo Stefano Arcobelli un bel quarto di foglio sia pure in 39ma pagina:  cosa ormai molto rara e comunque ben lontana  dagli spazi importanti con cui detto quotidiano accompagnava il baseball per ben due o tre volte alla settimana, per [...]
Author: Ezio Cardea
Posted: September 17, 2017, 8:41 pm
Il Lanfranchi Collecchio vince la lotta di nervi contro il Città di Nettuno e vince la Coppa Italia Serie A 2017. Gli emiliani, dopo una prima vittoria sofferta in semifinale contro i Grizzlies Torino per 3-2, sconfiggono 6-4 i nettunesi, vincitori contro il Castenaso in semifinale, in una combattuta finale giocata al “Gianni Falchi” di Bologna. Al [...]
Author: Redazione Baseballmania
Posted: September 17, 2017, 10:11 am
Il Rimini Baseball termina la stagione agonistica 2017 da Campione d’Italia perdendo fra le mura amiche la semifinale di Coppa Italia per 7-2 contro il Novara. La formazione piemontese del manager Duarte ha disputato un’ottima gara con un grande Ruiz da nove riprese sul monte. I Pirati del manager Ceccaroli decisamente con la pancia piena [...]
Author: SDrudi
Posted: September 16, 2017, 9:27 pm
L’applauso più forte, per distacco, è quello tributato da tutto il pubblico presente allo Stadio dei Pirati a Gabriele Ermini. Standing ovation di sostenitori sammarinesi e bolognesi per Gary, che esce dal campo per l’ultima volta nella sua carriera nel 7° inning di questa semifinale di Coppa Italia tra T&A e UnipolSai. Si ritira, Gary, [...]
Author: Redazione Baseballmania
Posted: September 16, 2017, 7:17 pm

Baseball Clipper & MLB Italia

La casa del Baseball Internazionale

Published in: 2017

Il braccio di ferro fra Yankees e Red Sox continua. I Dodgers riducono il magic number e i Brewers battono Pittsburgh in una giornata di relativo riposo per tante quadre in MLB. Prosegue l’appuntamento quotidiano che vi aggiorna giorno dopo giorno su quanto è successo nella lotta per la qualificazione ai playoff e su ciò che succederà. Vi introdurremo alle diverse partite con alcuni numeri che caratterizzano ciascuna partita, poi seguiranno tutte le classifiche e le partite in programma del giorno successivo.

14 – le vittorie negli extra-inning per i Red Sox

I Boston Red Sox vincono la prima partita a Camden Yards per 8-6 in 11 inning. Un successo sofferto e guadagnato con l’ultima goccia di sudore. Sotto 6-1 e 8-7, i BoSox rimontano gli Orioles e portano a casa un successo che li mantiene con tre lunghezze di vantaggio sugli Yankees. Il recap completo - > Suonati ma non al tappeto, i Red Sox rispondono da grande squadra

103 – le miglia all’ora toccate dall’ultima fastball di Aroldis Chapman

Sudata è stata anche la vittoria degli Yankees in un potenziale antipasto di AL Wild Card Game contro i Minnesota Twins. Ervin Santana e Jaime Garcia, che con i Twins ha giocato brevemente quest’anno, lanciano 5.2 riprese con un solo punto subito. Aaron Judge sblocca la partita nel primo inning con il suo fuoricampo numero 44 e i Twins pareggiano con l’RBI di Grossman nel quinto inning. Sarà una volata di sacrificio con le basi piene di Todd Frazier a dare il punto decisivo agli Yankees. Eppure i Twins avranno una chance enorme nell’ottavo inning, quando Dellin Betances lascia le basi piene e un out ad Aroldis Chapman. Il cubano ottiene lo strikeout su Joe Mauer e una volata di Buxton per salvare il suo compagno di squadra, poi elimina nell’ordine i tre avversari nel nono inning e porta a casa la 19esima salvezza dell’anno. Gli Yankees conducono ora di 5 partite al primo posto Wild Card.

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1 – i grande slam subiti da Clayton Kershaw in carriera

Aaron Altherr si prende le prime pagine dei giornali per aver compiuto qualcosa che nessuno era riuscito a fare contro Clayton Kershaw: battere un grande slam. I Phillies fermano la corsa dei Dodgers per 4-3. Inutili i fuoricampo di Chris Taylor, quinto giocatore dei Dodgers con almeno 20 homers, e Justin Turner. Il recap completo - > The Fresh Prince of Altherr batte il Re del monte di lancio, i Phillies vincono

3 – i lanci sufficienti a Hunter Renfroe per battere il primo fuoricampo al rientro in MLB

Hunter Renfroe ha vissuto un periodo nei Minors dopo varie prestazioni negative. Nel primo inning della sfida contro i Diamondbacks, l’esterno ha ritrovato subito un fuoricampo, il 21esimo del suo 2017. I tre punti dal colpo di Renfroe e il solo-homer di Hedges bastano ai Friars per battere Patrick Corbin e gli Arizona Diamondbacks per 4-2. JD Martinez batte a casa un punto per Arizona, ma la squadra di Torey Lovullo non concretizza alcune occasioni, anche grazie alla buona difesa di San Diego, e perde l’opener a PETCO Park.

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8 – le vittorie dei Brewers nelle ultime 10 partite

Brent Suter compie perfettamente il suo lavoro con cinque riprese inviolate e il bullpen, guidato alla grande da Josh Hader, Anthony Swarzak e Corey Knebel, fa il resto. In attacco apre le danze un home run di Ryan Braun, poi entrano altri due punti nel 3-0 definitivo che proietta la Brew Crew a due lunghezze dal secondo posto Wild Card, occupato dai Rockies, e a 3.5 dai Cubs in testa alla NL Central.

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LE CLASSIFICHE

American League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

National League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

AL Wild Card

NL Wild Card

COMING UP…

Boston Red Sox at Baltimore Orioles (01:05) – Pomeranz (16-5) – Gausman (11-10); Los Angeles Dodgers at Philadephia Phillies (01:05) - Darvish (9-12) – Nola (11-12); Milwaukee Brewers at Pittsburgh Pirates (01:05) - Anderson (10-3) – Williams (6-8); Minnesota Twins at New York Yankees (01:05) – Berrios (12-7) – Sabathia (11-5); Kansas City Royals vs Toronto Blue Jays (01:07) – TBD – Stroman (11-8); Chicago Cubs at Tampa Bay Rays (01:10) – Montgomery (6-8) – Archer (9-10); St. Louis Cardinals at Cincinnati Reds (01:10) – Flaherty (0-1) – Stephens (2-0); Washington Nationals at Atlanta Braves (01:35) - Scherzer (14-6) – Gohara (1-1); Chicago White Sox at Houston Astros (02:10) – Giolito (2-2) – McHugh (2-2); Cleveland Indians at Los Angeles Angels (04:07) – Clevinger (10-5) – Skaggs (2-5); Texas Rangers at Seattle Mariners (04:10) – Perez (12-11) – Leake (10-12); Arizona Diamondbacks at San Diego Padres (04:10) – Godley (8-7) – T. Wood (3-6); Colorado Rockies at San Francisco Giants (04:15) – Marquez (10-7) – Cueto (7-8)

Author: Kevin Senatore
Posted: September 19, 2017, 10:05 am
Published in: Videos

Erano "ben" 6 partite che Giancarlo Stanton non batteva un fuoricampo, e un totale di 29 turni in battuta. Poi è arrivata la hanging breaking ball di Matt Harvey: fuoricampo numero 55 dello slugger dei marlins, "mini-slump" finito, e riparte la corsa ai 60 HR.

Author: Pierluigi Mandoi
Posted: September 19, 2017, 9:41 am
Published in: 2017

Una notte di gloria per la linea verde dei Philadelphia Phillies. Una notte, in cui per la prima volta dopo 105 tentativi un battitore ha colpito un home run Clayton Kershaw con le basi piene. Non ci è riuscito un Mike Trout o un Paul Goldschmidt. Aaron Altherr ha colto la palla al balzo e ha battuto un grande slam nel sesto inning che ha deciso la partita.

I Phillies vincono 4-3 grazie al colpo del suo esterno e alla performance egregia di Nick Pivetta che di fronte alla squadra col miglior bilancio della MLB ha dimostrato carattere e resistenza. L’inizio era stato tutt'altro che promettente. Quindici secondi dopo la prima palla battuta nella partita, Chris Taylor aveva concluso il giro delle basi per un inside-the-park home run. Per i Phillies è il quarto fuoricampo interno subito in un mese, ma in questa circostanza la difesa ha poche responsabilità, visto che la palla ha rimbalzato sulla parta alta del muro ed è schizzata via dai due difensori posti sotto le recinzioni in attesa. L'ultimo leadoff inside-the-park home run dei Dodgers risale al 2003. L'autore? Dave Roberts, l'attuale manager dei Dodgers.

Tre lanci dopo Justin Turner rimette in ordine il concetto di home run e sale a quota 21 in stagione. Pronti, via ed è 2-0 Dodgers.

La partita prende la forma di una tipica sfida da settembre. Attacco sterile, tanti at-bat che terminano in un nulla di fatto e molti giovani che cercano di tutto di mettersi in mostra. Nei primi cinque inning, i Phillies faticano a trovare una valida su Clayton Kershaw. Cambi e slider sono trappole ancora sconosciute a molti dei ragazzi di Mackanin. Gli unici a trovarsi pronti sono Freddy Galvis e Rhys Hoskins con una valida nel primo e nel quarto attacco.

Il sesto inning pare più una leggenda metropolitana, ma in realtà è accaduto. Nick Pivetta ottiene l’ultimo out della parte alta dell’inning, ritrovando la palla nella sua divisa. Poteva rompersi una costola con la linea di Barnes e invece è tornato nel dugout ridendo.

Kershaw, al contrario, non è più in grado di ottenere il terzo strike. Ty Kelly risale dal conto di 1-2 e guadagna una base su ball. Galvis batte il secondo singolo e Rhys Hoskins emula Kelly con un altro ottimo at-bat. Tocca ad Altherr, un ragazzo che non ha paura del momento. Manca una slider, lascia andare un cambio, poi rivede una slider alta e la deposita sul secondo anello. È il 17esimo fuoricampo della sua stagione e i Phillies si trovano in un batter di mazza sul 4-2.

Il fuoricampo di Altherr: https://www.mlb.com/video/altherr-hits-slam-off-kershaw/c-1839286383?tid=240570844

I problemi cronici e la mancanza di braccia affidabili nel bullpen dei Phils non si manifestano pergli ultimi 9 out. Due basi su ball tra settimo e ottavo sono i danni del lineup di LA che accorcia nel nono grazie al fuoricampo di Granderson su Hector Neris. Il dominicano, però, recupera e con gli strikeout su Seager e Grandal conclude l’opener della serie in favore di Philadelphia.

Si tratta solo della quarta sconfitta con Kershaw sul monte per i Dodgers. L’asso ha espresso il suo disappunto per una prestazione che non gli è piaciuta dall’inizio alla fine. Il ruolino finale parla di sei strikeout, quattro valide e quattro punti subiti e due, sanguinose, basi su ball.

Alcuni numeri meritano di essere menzionati. Il bilancio di 17-4 e la media ERA di 2.26 nascondono una quota alta di fuoricampo subiti (21) in 163 innings. È vero che la media degli home runs è salita vertiginosamente in questa stagione e che inevitabilmente anche quella di un futuro Hall of Famer sale, però cinque fuoricampo in più del suo “record” personale non sono pochi. E ai playoff sono anche i fuoricampo a poter decidere una partita.

Ci sono comunque margini per tornare in forma perfetta. La velocità sfiora le 93 miglia all’ora, ma non è ancora al top ad esempio. Mancano ancora due settimane e il tempo per recuperare al mancino di Dallas va dato, visto l’infortunio alla schiena che lo ha tenuto fuori per un po’.

Intanto, grazie alla vittoria dei Padres sui Diamondbacks, il magic number di LA per vincere la NL West scende a 3. Il discorso, perciò, potrebbe già chiudersi mercoledì, ma i Dodgers sono chiamati a ritrovare la vittoria in gara 2. Yu Darvish se la vedrà con Aaron Nola. First pitch alle 1:05 (ora italiana).

 

Fonte foto copertina: nbclosangeles.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 19, 2017, 8:14 am
Published in: 2017

Momenti di preoccupazione sono stati vissuti nella notte a Comerica Park durante la parte bassa dell’ottavo inning della partita tra Detroit Tigers ed Oakland Athletics (squadra in battuta).

Sul risultato praticamente acquisito di 7-3 (la partita finirà poi 8-3) per la squadra ospite, il lanciatore della squadra di casa, il 26enne rilievo Jeff Ferrell, è stato colpito alla testa da una battuta dell’incolpevole Ryon Healy.

Healy ha colpito una fastball lanciata alta a 93,1 mph (150km/h) ed uscita dalla mazza del battitore destrorso a 102.06 mph (quasi 170km/h). Il lanciatore ha avuto riflessi pronti. Si è subito accorto del pericolo ed è stato abile nell’abbassare la testa, non riuscendo però ad evitare la palla.

Ferrell però sorprendentemente è riuscito a restare in piedi, ed immediatamente è stato soccorso dai medici del club, che lo hanno sottoposto ad un primo test per accertare le condizioni cognitive dell’atleta. Ferrell è sempre stato vigile e cosciente, ed è stato in grado di uscire dal campo sulle proprie gambe.

Immediatamente il giocatore è stato inviato nel più vicino centro medico di urgenza, dove è stato sottoposto ad una tac cerebrale per individuare eventuali fratture o emorragie, ma solo per via precauzionale.

Il giocatore sta bene e verrà sottoposto ad esami per accertare una eventuale presenza di commozione cerebrale.

Anche qualora questi esami dovessero rivelarsi negativi, il piano dei Tigers sarà quello di inserirlo nella 7-day concussion list per permettere al giocatore di recuperare meglio e di rientrare per le ultime partite di stagione.

Ferrell ha debuttato con i Tigers nel 2015 ma è stato rilasciato un anno più tardi per poi firmare nuovamente come minor leaguer poche settimane dopo. Quest’anno il lanciatore ha trascorso tutta la sua stagione tra il doppio A ed il triplo A ed in 49 partite e 55 innings (tutti da rilievo) può vantare una ERA di 2.28, record 3-1 con 61 strikeouts contro 15 basi su ball.

Quando è uscito dal campo, Ferrell ha lasciato due corridori in base (Healy è stato il secondo). Uno di questi ha segnato sul ground-rule double di Chad Pinder battuto contro Joe Jimenez, caricando dunque Ferrell di un punto guadagnato che non fa altro che aumentare la ERA del lanciatore, ora di 6.75 in 9.1IP.

Author: Luca Giangrande
Posted: September 19, 2017, 7:43 am
Published in: 2017

Ancora una volta, i Red Sox hanno mostrato tutto il carattere e la forza di volontà che una squadra che vuole far bene ai playoffs deve avere ed in 11 innings, dopo essersi rialzati dal tappeto sul quale gli Orioles di Showalter li avevano stesi nelle prime quattro riprese, hanno vinto un incontro che sembrava ormai destinato ad essere perso.

Una vittoria tanto più importante perché permette ai Red Sox di non perdere nulla sugli Yankees che invece, vincendo in casa contro i Twins, sembrano mettere in cassaforte il fattore campo nel wild card game e restano in scia ai rivali del New England con tre partite da recuperare.

Per il veterano Doug Fister è stata un partita da dimenticare in fretta, e soprattutto una partita che non ha visto ricevere il necessario supporto dalla dea bendata.

Nel secondo inning, sotto già di 1-0, con le basi piene e nessun eliminato Austin Hays batteva una grounder che sembrava destinata ad essere un doppio gioco o almeno un out. La battuta era centrale, anche troppo, perché va a colpire il cuscino di seconda e cambia direttamente traiettoria schizzando verso sinistra e permettendo l’arrivo a casa di non uno ma due punti con Chris Davis e Wellington Castillo corsi a casa per il 3-0 mentre più tardi una volata di sacrificio di Machado chiudeva l’inning sul 4-0.

 

https://www.mlb.com/video/hays-two-run-double/c-1839055883?tid=26271672

 

Per i Red Sox la partita assumeva connotati ancora più duri quando un inning più tardi gli Orioles segnavano il 5-0 su una volata di sacrificio di Castillo contro Heath Hembree, appena entrato per rimpiazzare il partente Fister che aveva lasciato le basi piene e nessun eliminato.

Nella quarta ripresa la partita si faceva ancora più in salita quando il leadoff hitter Dustin Pedroia era costretto ad uscire dal campo vittima della sua stessa battuta, con la foul ball che rimbalza sul piatto e finisce dritta contro il naso del seconda base e bandiera Red Sox.

Al suo posto entra Holt che suona la carica contro Bundy aprendo con un doppio. Più tardi Betts lo manda a casa per il 5-1 ma l’inning si conclude con un sanguinoso doppio gioco di Moreland che porta nuovamente i padroni di casa in battuta. Beckham colpisce il suo 17esimo doppio stagionale e con due eliminati va a casa per il nuovo +5, firmato Adam Jones.

Ma la squadra di Boston non ci sta a subire una umiliazione dai rivali divisionali, non in un momento tanto delicato per la stagione. Gli Yankees infatti erano già in vantaggio e già pregustavano il -2.

Quindi la truppa di Farrell si riorganizzava e, battuta dopo battuta, l’avanguardia recuperava terreno costringendo quella del generale Showalter ad arretrare: Jackie Bradley Jr non vanifica le battute di Vazquez e Devers e da il via alla rimonta con una linea a destra per il 6-2, Bogaerts passa in base ed Holt accorcia di altri due punti con una rimbalzante centrale sulla quale nessuno può arrivare.

Showalter fiuta il pericolo, toglie Bundy e si affida a Bleier ma i valori non cambiano: Benintendi riempie le basi e dopo un nuovo cambio sul monte di lancio (questa volta entra il setup man Givens) Betts spedisce una linea a sinistra per il suo doppio numero 44 che porta addirittura avanti i Red Sox sul 7-6.

 

https://www.mlb.com/video/red-soxs-six-run-5th-inning/c-1839310783?tid=6479266

 

La partita è più viva che mai e nella parte bassa Pedro Alvarez riporta un successo per i suoi con il fuoricampo del pareggio contro il mancino Fernando Abad. Poi gli O’s si riportano avanti nello stesso attacco, sfruttando un errore di Devers in terza e poi il doppio numero 18 di Beckham, arrivato contro Brandon Workman. È 8-7 per gli Orioles.

 

https://www.mlb.com/video/alvarezs-solo-smash/c-1839315983?tid=6479266

 

https://www.mlb.com/video/beckhams-rbi-double/c-1839335683?tid=6479266


Per un inning tutto tace, ed è la prima volta in partita che nessuna delle due squadre va a punto. I Red Sox si stavano preparando per pareggiare nuovamente l’incontro nel settimo, quando Bogaerts finalmente tornava a girare interamente le basi per la prima volta dopo quasi un mese, da leadoff e sul terzo lancio di Hart, poi sostituito da O’Day.

Nella parte bassa Pedro Alvarez provava nuovamente a sorprendere gli avversari spedendo una battuta a sinistra contro il muro. Sembrava un semplice doppio, ma JBJ è lì in traiettoria, aspetta il rimbalzo e raccoglie la palla per tirare una cannonata a 96mph in seconda base che fredda il corridore e chiude l’inning.

Alvarez una gazzella non è, ma con qualsiasi altro difensore quella battuta sarebbe stata classificata come doppio e non solamente come singolo.

I due attacchi sembrano adesso fermarsi controllati dai vice closer: Brach ferma tutto nell’ottavo e Reed fa lo stesso. Entrano in scena allora i due closer Britton e Kimbrel, ed ancora una volta gli attacchi restano a zero.

Stesso risultato anche nel decimo inning nonostante un leadoff single di Pedro Alvarez reso vano dal tentativo di rubata andato a male del pinch runner Craig Gentry.

Gli O’s perdono l’attimo e nell’undicesimo inning la squadra di Boston si risveglia nuovamente dal leggero letargo e con due eliminati riempiono le basi (cruciale il lavoro di Tzu-Wei Lin) per Benintendi, che non sbaglia. Aspetta quattro lanci e gira bene sul quinto, colpendo un sinker esterno per spedirlo a destra permettendo la corsa a casa di Swihart e Bogaerts.

I Red Sox si portano sul +2 per la prima volta in partita e questa volta mantengono il risultato grazie ad un inning pulito dell’ex dominante closer dei Seattle Mariners Carson Smith, che conquista la prima salvezza in due anni.


I Red Sox vincono e questa notte avranno la possibilità di bissare il risultato con Drew Pomeranz, che si sfiderà con Gausman.

Author: Luca Giangrande
Posted: September 19, 2017, 6:56 am
Published in: 2017

Sotto lo scudo di Justin Verlander, gli Astros accedono ai playoff matematicamente, mentre i Cubs scappano via dopo lo sweep sui Cardinals.

Prosegue l’appuntamento quotidiano che vi aggiorna giorno dopo giorno su quanto è successo nella lotta per la qualificazione ai playoff e su ciò che succederà. Vi introdurremo alle diverse partite con alcuni numeri che caratterizzano ciascuna partita, poi seguiranno tutte le classifiche e le partite in programma del giorno successivo.

16 – gli anni di attesa per gli Houston Astros

Gli Houston Astros conquistano il primo titolo della AL West (l’ultimo titolo divisionale è la NL Central 2001) grazie alla vittoria per 7-1 sui Seattle Mariners. Justin Verlander chiude la porta a Seattle con 10 strikeouts e un punto subito in 7 inning, mentre Derek Fisher e Marwin Gonzalez battono un fuoricampo ciascuno al quinto attacco per la fuga finale degli ‘Stros. A segno con un long ball anche Springer (32 in stagione) e Correa. Con un po’ di sofferenza alla fine, Ken Giles conclude la partita e gli Astros possono festeggiare il titolo della division. Il trionfo degli Astros qui-> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6925-festa-anche-per-astros-primo-titolo-in-16-anni

33 – i fuoricampo di Ryan Zimmerman

È stata una domenica sera di marca capitolina a Washington. Stephen Strasburg ferma a 35 le riprese inviolate consecutive, ma subisce un solo punto (doppio di Forsythe) nel secondo inning nel suo 14esimo successo stagionale. L’attacco Nats si impone dal sesto inning, dopo l’uscita di un buon Ryu. Rendon e Murphy salgono in base e Ryan Zimmerman sparecchia con un home run su Ross Stripling. Il prima base di Washington sbatterà un altro colpo fuori da Nationals Park all’ottavo inning assieme ad Adam Lind. I Nationals salvano una vittoria nella serie, ma restano a sei lunghezze dalla prima testa di serie della National League.

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6 – le vittorie consecutive dei Chicago Cubs

I Chicago Cubs firmano uno sweep di enorme importanza sui St. Louis Cardinals. E lo ottengono in maniera convincente, battendo i Redbirds in una sfida all’ultimo respiro. La differenza l’ha fatta una valida di Jason Heyward nel settimo inning che ha rotto l’equilibrio del 3-3. I Cubs si erano portati in vantaggio grazie al fuoricampo di Schwarber e ai due RBI di Zobrist, ma St.Louis è riuscita a procurarsi i tre punti contro Jose Quintana grazie al colpaccio da tre punti dell’ex Dexter Fowler. L’esterno batterà una lunga volata anche nel nono inning, dopo che i Cards avevano sprecato una chance con le basi piene nell’ottava frazione, ma la presa di Jay completa la spazzata dei ragazzi della Northside, che ora comandano con sei lunghezze sui Cards.

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13 – i battitori del quarto inning per Milwaukee

Va meglio ai Milwaukee Brewers che vincono la serie sui Miami Marlins grazie ad un sonoro 10-3. I danni sul partente di Miami Dillon Peters arrivano tutti nel quarto inning, quando Shaw, Aguilar e Pina infilano tre valide consecutive e sbloccano il risultato. Dopo due out, comincia una striscia di cinque valide di fila che fanno lievitare il margine della Brew Crew fino all’8-0. A parte tre punti entrati nella quarta ripresa, Brandon Woodruff amministra l’ampio vantaggio per sette riprese e si aggiudica un’importante vittoria, visto che è lui di fatto il sostituto dell’infortunato Jimmy Nelson. Restano quattro le lunghezze di distacco dai Cubs nella NL Central.

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2014 – l’ultima volta in cui Pablo Sandoval ha battuto un fuoricampo contro un mancino

Il “Panda”, nel caso non ve ne foste accorti, è tornato a San Francisco. I risultati sono tutt’altro che esaltanti, ma un piccolo lampo è arrivato nella sfida fra Giants e Arizona Diamondbacks. Contro Jorge De La Rosa, Sandoval batte un fuoricampo che porta la sfida sul 5-2. I Giants avevano già segnato tra quarto e quinto inning ben 4 punti, sfruttando una giornata no di Taijuan Walker. I Diamondbacks producono praticamente nulla in attacco contro Chris Stratton, tranne JD Martinez che mette a segno il fuoricampo numero 40 dell’anno. San Francisco vince 7-2, ma la sconfitta è indolore per Arizona…

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15 – il numero di blown saves del bullpen dei Colorado Rockies

Dolorosa è la sconfitta dei Rockies. Sopra 3-1 nell’ottavo inning il bullpen non contiene il recupero dei San Diego Padres. Yangervis Solarte batte un doppio su Neshek che cambia la fisionomia dell’inning e Scott Oberg non riesce ad eliminare né Myers né Hector Sanchez, il quale batte il singolo da due punti che pareggia i conti. Sarà poi un errore di Greg Holland nel nono inning a consentire l’arrivo a casa del quarto punto di San Diego nella nona ripresa. L’attacco dei Rockies non risponde e San Diego si porta via la partita per 4-3, fermando la corsa di Colorado.

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2 – i big innings dei Twins

Sotto 5-0 dopo un inning e mezzo non era l’inizio più promettente per i Minnesota Twins, ma il vento ha girato molto rapidamente. Dopo due home runs dei canadesi a firma di Josh Donaldson, Eddie Rosario e Byron Buxton rispondono per il 2-5, ma saranno una valida di Dozier e un errore di Goins a consentire il recupero di Minnesota che compie anche il sorpasso e non guarda più indietro. Altre sei valide nel quinto inning archiviano la sfida. Una di queste, con le basi piene, è un grande slam battuto da Joe Mauer che ha portato la squadra di Paul Molitor sul 12-5. Il secondo fuoricampo di Rosario e due punti della bandiera per i Jays concludono lo slugfest sul 13-7. Minnesota allunga sugli Angels e guadagna sugli Yankees nella Wild Card…

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490 – i piedi percorsi dall’home run di Joey Gallo

Joey Gallo lascia tutti a bocca aperta con un fuoricampo su Garret Richards che atterra dopo 490 piedi di percorrenza. E dire che il lancio era basso. Miguel Gonzalez (5 inning) e i rilievi proteggono il 3-0 maturato nelle prime riprese, mentre l’attacco degli Angels vive una giornata negativa col solo Mike Trout che batte a casa due punti, tra cui il fuoricampo numero 29 del suo 2017. Gli Halos piombano così a due partite da Minnesota e Cleveland renderà visita alla squadra di Scioscia nella prossima serie.

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22 – i fuoricampo di Tim Beckham

Tim Beckham ha fatto scalpore quando era arrivato agli Orioles per le sue prestazioni notevoli da leadoff hitter. Beckham non pareva uno slugger affidabile con i Rays, invece è diventato decisivo per i rivali divisionali. L’interbase gioca un brutto scherzo a Sonny Gray e agli Yankees nel 6-4 di domenica che risparmia agli O’s uno sweep allo Yankee Stadium. Baltimore vola sul 6-1 dopo metà partita, ma è un vantaggio che cresce pian piano. Nel secondo e nel terzo inning gli ospiti avevano segnato un punto grazie all’apporto dei rookies Hays e Mancini, poi Beckham ha allargato il solco con un home run da tre punti nel quarto attacco che ha posto fine ad una pessima gara di Gray. Gli Yankees provano a rientrare con la valida di Holliday e un punto all’ottava frazione, ma Zach Britton controlla le mazze di New York e regala agli Orioles un sorriso in questo weekend. Gli Yankees restano in corsa ancora per la AL East, perché…

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5 – gli inning senza valide subite da Jake Odorizzi

Le mazze di Red Sox e Rays sono stanche e il 3-2 finale lo dimostra. Evan Longoria è il primo protagonista con due valide da un punto. Jake Odorizzi, partente dei Rays, lavora egregiamente per cinque inning, ma in un sol colpo, il fuoricampo di Jackie Bradley Jr., vede il margine di due punti evaporare. Lo aiuterà il compagno di batteria Jesus Sucre che con il sesto long ball della sua stagione riconsegna ai Rays il vantaggio. Grazie ad un ultimo doppio gioco difensivo, il closer Colome non fallisce la salvezza numero 45 e i Rays, come gli Orioles, evitano lo sweep. Boston resta con 3 partite di vantaggio nella division.

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93 – le vittorie di Cleveland

Last but not least, la squadra con più vittorie nella American League sconfigge i Royals per 3-2 e vince tre partite su quattro contro Kansas City. Corey Kluber domina ancora una volta e rafforza la candidatura come Cy Young con 7 riprese inviolate e nove strikeouts. Edwin Encarnacion batte il suo 36esimo fuoricampo dell’anno e Cody Allen ottiene una salvezza da quattro out per fermare il ritorno dei Royals nel finale. Cleveland mantiene saldamente la prima testa di serie della American League, 1.5 lunghezze davanti agli Astros.

VIDEO RECAP

 

LE CLASSIFICHE

American League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

National League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

AL Wild Card

 

NL Wild Card

 

COMING UP…

Boston Red Sox at Baltimore Orioles (01:05) – Fister (5-8) – Bundy (13-9); Los Angeles Dodgers at Philadephia Phillies (01:05) – Kershaw (17-3) – Pivetta (5-10); Milwaukee Brewers at Pittsburgh Pirates (01:05) - Suter (2-2) – Taillon (7-6); Minnesota Twins at New York Yankees (01:05) – E. Santana (15-7) – J. Garcia (5-9); Arizona Diamondbacks at San Diego Padres (04:10) – Corbin (14-12) – Perdomo (7-10).

 

Fonte foto copertina: townnews.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 18, 2017, 10:21 am
Published in: Videos

I Texas Rangers provano ad aggrapparsi alle ultime speranze per recuperare le 5 partite (tante) che li separano dalla wildcard, e nel contempo rovinano i piani degli Angels, che perdono una lunghezza dai Minnesota Twins. Decisivo questo monster Home Run (490 piedi) di Joey Gallo.

Author: Pierluigi Mandoi
Posted: September 18, 2017, 8:41 am
Published in: 2017

“La verità è che a questo punto bisogna imparare come lanciare, altrimenti dovremo muoverlo”. Era il 23 agosto e queste erano le parole del manager dei Detroit Tigers Brad Ausmus al termine di un’altra partenza deludente di Matthew Boyd. La terza stagione in MLB per Boyd è stata complicata, come testimonia la media ERA di 5.75 (120esima su 126 lanciatori con almeno 100 inning all’attivo).

A metà settembre, con i Tigers in crisi profonda, ormai in attesa solo del fischio finale della stagione 2017, Matthew Boyd sfiora una no-hitter, arrivando ad un solo out da un’impresa che nella storia dei Tigers non si vede da Justin Verlander (2011). Tim Anderson ha rovinato la festa con un doppio, ma al 121esimo lancio (career-high) Boyd ha completato la sua prima partita completa senza punti subiti (complete game shutout) della carriera. Detroit ha vinto 12-0 su Chicago nell'ultima sfida della serie.

Nelle ultime sette partenze il 26enne era sempre stato sconfitto, ma non è sempre la vittoria a cambiare il trend. In queste quattro partenze di settembre ha perso due volte dagli Indians, che non avevano perso fino a tre giorni fa in settembre, ma aveva subito solo due punti in 10 inning. Il passo era incoraggiante. La sua meccanica, la ripetizione del suo caricamento è la chiave su cui Boyd ha lavorato di recente per rendere più imprevedibili i suoi lanci secondari (slider, curva e cambio). Il 27 agosto, al termine di una sconfitta contro i White Sox, dichiarò che si erano visti passi in avanti. 21 giorni dopo ancora i ChiSox si intromettono nel cammino, ma Boyd prevale.

Nei primi tre inning concede una sola base su ball a Rob Brantly. La sua combinazione di slider e curve manda fuori tempo i battitori avversari che battono numerose rimbalzanti verso una difesa solida e vengono eliminati al piatto per cinque volte. Dixon Machado si mette in mostra con una bella giocata nel secondo inning sul grounder di Avisail Garcia, poi il prima base Navarro afferra un foul ball con un basket catch, ma eravamo ancora all’alba di quella che poteva diventare la prima no-hitter di un lanciatore mancino dei Tigers nella storia.

L’attacco non ha problemi a supportare il suo partente. Dalle mazze di Detroit arrivano 13 valide, tre di Candelario e due di Castellanos che insieme hanno battuto a casa 8 punti. Inoltre va aggiunto il fuoricampo numero 12 di Mikie Mahtook.

A risultato acquisito, l’unico interesse era rivolto a Boyd. Due out veloci portano Boyd davanti alla porta della storia. Di fronte c’era il leadoff dei White Sox Tim Anderson. Il lanciatore di casa scivola sul conto di 2-0 e Holaday si sposta verso l’angolo dei sospiri. Basso ed esterno doveva essere il cambio. La traiettoria della palla è leggermente spostata verso il centro e Anderson, che poche palle del genere ha visto da Boyd domenica, riesce a scaricare la palla in campo opposto oltre la sagoma di Nick Castellanos.

Un po’ di amarezza si poteva intravedere sul volto di Boyd, anche se no lo vuole ammettere, ma la visita del catcher Holaday e della difesa lo ha riportato a concentrarsi sull’ultimo battitore Yoan Moncada, che sul conto pieno ha battuto una rimbalzante verso Candelario, il quale ha chiuso la partita con un perfetto assist in prima. Boyd ha dimostrato che la maturità non è poi così lontana.

La tensione non lo ha assalito, è rimasto composto per tutta la partita, anche dopo la beffa finale.”È stata una buona prestazione” ha dichiarato a fine partita, “finire la partita è stato fantastico, ma domani tornerò in campo, seguire la mia routine e prepararmi alla prossima partenza”.

Il nativo di Bellevue (Washington) sa bene che la gloria passa molto rapidamente, che la carriera in MLB può finire in brevissimo tempo. Bisogna concentrarsi per ritornare a lanciare fra cinque giorni, ma intanto il suo 2017 si concluderà con un piccolo raggio di luce.

 

Fonte foto copertina: csnphilly.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 18, 2017, 7:57 am
Published in: 2017

Molto è cambiato dall’ultima volta che gli Houston Astros hanno festeggiato un titolo divisionale. Era il 2001, Minute Maid Park si chiamava ancora Enron Field (la Enron era una compagnia energetica che sarebbe fallita un paio d’anni dopo), gli Astros giocavano ancora nella NL Central (che dunque era a sei squadre) e loghi e divise erano diverse. Drayton McLane, storico imprenditore texano, aveva ancora le forze per guidare la franchigia che, in campo, poteva godere di due futuri manager nel ruolo di ricevitore come Brad Ausmus e Scott Servais, dei giovani Lance Berkman e Roy Oswalt, un promettente Octavio Dotel (che ha avuto una lunga carriera in MLB ma senza troppi alti) e per concludere due hall of famer come Jeff Bagwell e Craig Biggio, anche loro in declino, accompagnati da Moises Alou che da hall of famer le credenziali le avrebbe pure, ma è ancora lì ad aspettare.

Da allora sono cambiate molte cose: gli Astros hanno partecipato alla World Series del 2015, venendo spazzati dai White Sox, incominciando quindi un lungo declino che ha visto negli anni Minute Maid Park sopportare un drastico calo di ingressi allo stadio e che ha convinto McLane a passare la mano ad un altro imprenditore texano (di Houston) e con soldi freschi da investire: Jim Crane.

Crane è stato l’architetto dei nuovi Astros. Nel 2011 ha organizzato una cordata pronta a rilevare il club con la promessa, dalla MLB, del passaggio dalla National League all’American League. È stato per Houston e per la MLB quasi un passaggio epocale. Con Crane agli Houston sono arrivate nuove teste pensanti come Jeff Luhnow, ed il destino del club è stato ribaltato.

Gli Astros si sono rinnovati in tutto. Per diversi anni hanno scelto un approccio low profile fatto di tanking nascosto neanche tanto bene che ha permesso gli arrivi via trade di giocatori come George Springer (selezionato nel 2011), Carlos Correa e Lance McCullers (draft 2012), Derek Fisher e A. J. Reed (2014) ed Alex Bregman (2015), tutti giocatori che hanno contribuito alla rinascita degli Astros.

Il 2013 è stato l’unico anno in cui Luhnow ha fatto un buco nell’acqua. Quello era il primo anno degli Astros nella nuova lega, con nuovo manager, con il vecchio progetto di tanking. Il manager era un giovane ed inesperto Bo Porter, al quale era stato affidato il progetto di far crescere i giovani presenti nel roster. Quella squadra avrebbe perso poi 111 partite, assicurandosi per un altro anno la prima scelta al draft dell’anno seguente. Gli unici due giocatori usciti dalla classe 2013 che hanno offerto un contibuto sostanziale negli ultimi anni sono l’utility player Tony Kemp (quinto giro, 137esima scelta assoluta) con la sua WAR negativa, e l’interno Tyler White (33esimo giro, 977esima scelta assoluta), che in due stagioni ha giocato 101 partite con 11 fuoricampo ed una OPS di .717.

Di quella squadra facevano parte Jose Altuve (che era già un leader), Marwin Gonzalez (già con un ruolo da utility), l’indimenticato Rick Ankiel (rilasciato nei primi giorni di maggio) e soprattutto Dallas Keuchel, secondo miglior partente dello staff dietro Bud Norris ceduto poi via trade.

Sono state proprio le trade, insieme ai piccoli acquisti via free agency, a rendere gli Astros più forti.

Nel 2014 Luhnow sfila Marisnick, Martes ed una compensation draft pick ai Marlins in cambio di Jarred Cosart e Kike Hernandez (più tardi finito ai Dodgers, dove ha trovato una propria dimensione); ad inizio 2015 hanno ricevuto Gattis e Hoyt da Atlanta in cambio di Foltynewicz e Dan Straily e Valbuena dai Cubs in cambio di Dexter Fowler un mese dopo aver firmato Gregerson, Neshek e Colby Rasmus (importanti per l’ottima stagione 2015 culminata con il wild card game vinto nel Bronx dove gli Astros sono arrivati grazie anche agli acquisti via trade di Kazmir, Fiers e Carlos Gomez e Oliver Perez).

Per prepararsi al 2016 (poi rivelatosi deludente), gli Astros hanno acquistato Ken Giles in cambio di numerosi prospetti (tra i quali Mark Appel, simbolo del draft 2013) ma è in prospettiva 2017 che Luhnow ed il resto del front office hanno fatto le cose migliori: via free agency sono arrivati Morton, Beltran e Centeno, dagli Yankees è arrivato Brian McCann e, con l’obiettivo di mantenere arrivare alla World Series, in agosto gli Astros hanno portato a casa Justin Verlander, l’uomo simbolo dei Tigers, vincitore di una Tripla Corona dei lanciatori, Cy Young winner, sei volte All-Star e autore di ben due no-hitters.

E proprio Verlander, ieri, è stato protagonista della partita che ha regalato agli Astros il primo titolo divisionale in 16 anni ed il primo (di molti) dell’AL West.

 

Al suo debutto casalingo contro i Mariners (del manager Scott Servais), Verlander ha lanciato una vera e propria perla: 7IP, 3H, BB, 10K e l’unico punto subito della partita arrivato su fuoricampo, nel terzo inning, dell’ottavo in battuta Ben Gamel. Fino a lì Verlander era stato perfetto, eliminando i primi sette battitori avversari e lasciando al piatto Cano, Yonder Alonso e Mike Zunino. Dopo il fuoricampo subito, Verlander ha ripreso a dominare eliminando 9 degli 11 battitori affrontati fino al settimo con sei di questi nove battitori eliminati con strikeout.

Anche sotto di un punto, gli Astros sapevano bene che, visto il risultato in corso tra Rangers ed Angels, con gli altri texani avanti sui californiani, avrebbero potuto festeggiare il titolo anche con una sconfitta.

Ma c’è della differenza tra una sconfitta ed una vittoria. La differenza è nell’orgoglio.

Dopo aver finalmente compreso le traiettorie di Adam Moore, partente Mariners, gli Astros non hanno lasciato ai Mariners nessun lancio: nella parte bassa del quinto inning il rookie Derek Fisher ha suonato la carica con un fuoricampo da due punti terminato oltre l’esterno centro per mandare a casa il cubano Yuli Gurriel (una delle grandi firme della dirigenza ‘Stros). George Springer poi non si è fermato ed ha dato seguito al movimento offensivo con un singolo. Con due eliminati, ed un nuovo lanciatore sul monte (Pazos), a formalizzare il big inning ci ha pensato Marwin Gonzalez con il suo 22esimo fuoricampo del suo breakout season.

 

Fisher apre le danze con un fuoricampo da due punti

 

Marwin Gonzalez segue con un altro fuoricampo da due punti

 

Dopo un inning di “riposo” nel sesto, i padroni di casa hanno ripreso a tartassare il pitching di Seattle: Springer colpisce un solo home run per il suo numero 32 in stagione, poi Correa fa lo stesso spedendo il lancio di Emilio Pagan oltre l’esterno centro (ah, un’altra cosa è cambiata: Tal’s Hill non c’è più) per mandare a casa Josh Reddick, arrivato in base sfruttando un errore di Robinson Cano.

 

Springer si unisce festival dei fuoricampo...

 

...e Correa lo chiude

 

Gli Astros di A. J. Hinch guadagnano così il secondo accesso alla postseason dopo il 2015 ed Altuve (adesso il più forte candidato MVP per l’AL) e compagni sperano che la doccia a base di champagne per festeggiare il titolo divisionale non sia l’ultima. In postseason ci saranno altre 11 vittorie da collezionare per scrivere la storia degli Houston Astros: mai in 55 anni di storia gli Astros hanno vinto la World Series. Questa ha la chance più alta di realizzarla, anche più alta degli Astros di Biggio e Bagwell.

 

Author: Luca Giangrande
Posted: September 18, 2017, 7:57 am
Published in: 2017

La MLB dà il benvenuto ad un altro membro della Postseason.

Prosegue l’appuntamento quotidiano che vi aggiorna giorno dopo giorno su quanto è successo nella lotta per la qualificazione ai playoff e su ciò che succederà. Vi introdurremo alle diverse partite con alcuni numeri che caratterizzano ciascuna partita, poi seguiranno tutte le classifiche e le partite in programma del giorno successivo.

9 – i titoli divisionali dei Cleveland Indians

Dopo la striscia sovrumana di 22 vittorie consecutive, gli Indians tornano ad ingranare la marcia giusta e fermano i Royals per 8-4… Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6919-back-to-back-champs-indians

10 - le basi totali di Josh Donaldson

Ha aperto e chiuso come un maestro di cerimonie Josh Donaldson. Con il 27esimo e il 28esimo home run della sua stagione, il terza base gioca da spoiler e ferma ancora i Minnesota Twins nel 7-2 di Target Field. Kendrys Morales batte a casa due punti e l’attacco canadese fornisce il supporto sufficiente ad un ottimo Marco Estrada, autore di 8 riprese con 2 punti subiti. I Twins, non brillanti sul monte di lancio, perdono un’altra lunghezza sugli Angels…

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103 – i punti battuti a casa da Justin Upton quest’anno

Justin Upton ha fissato un nuovo primato personale per RBI grazie al suo one-man show ad Anaheim che ha permesso agli Angels di battere per 2-0 i Rangers, che ottengono solo tre valide nell’arco dei nove inning. Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6920-rangers-upton-0-2

150 – i punti segnati dagli Yankees in tutta la stagione contro gli Orioles

Un trio di home runs fa volare gli Yankees contro i Baltimore Orioles. Didi Gregorius e Greg Bird battono un fuoricampo da tre punti ciascuno e Todd Frazier chiude il conto con una botta da due punti. Jordan Montgomery domina per sei inning e solo l’home run del rookie Hays rompe lo shutout. Il match del sabato pomeriggio termina 9-3.

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38 – il record di fuoricampo per un rookie

Salutate Cody Bellinger, che condivide il record di fuoricampo battuti da un rookie con 38. Il giovane di Scottsdale apre il punteggio con un long ball, poi batte a casa il secondo punto mentre Rich Hill impressiona per 6 riprese con l’unica macchia rappresentata dal fuoricampo di Rendon. I Dodgers vincono 3-2 in casa sui Nationals e hanno sette lunghezze per la prima testa di serie nella NL. Il recap completo ->

51 – i giorni passati senza un fuoricampo di Addison Russell

Vi perdoniamo se avevate dimenticato l’esistenza di Addison Russell. L’interbase dei Cubs, alla sua prima partita dal 2 agosto, è tornato con un home run da pinch-hitter nell’ottavo inning. Messo assieme alle occasioni concretizzate da Albert Almora Jr. e alla prestazione notevole (7.2 inning, 1 punto subito) di Kyle Hendricks, i Chicago Cubs battono per la seconda giornata consecutiva i St. Louis Cardinals, che perdono terreno dalla division e dalla Wild Card, nonostante una prova discreta, ma farcita di cinque basi su ball, di Michael Wacha.

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4 – i punti nel primo inning dei Marlins e gli inning lanciati da Zach Davies

Sono state solo tre le palle colpite duro dal lineup dei Miami Marlins contro Zach Davies, ma una ha “ucciso” la partita. Dopo una striscia di valide e di sacrifici che hanno fruttato quattro punti nel primo inning, Derek Dietrich ha scaricato il fuoricampo numero 12 dell’anno, trascinando i Marlins alla vittoria per 7-4 a Miller Park con Miami “home team”. Davies manca l’appuntamento con la vittoria numero 18 e sovraccarica il bullpen prima di una settimana fondamentale. Non bastano i fuoricampo di Braun e Shaw a Milwaukee che piomba indietro rispetto a Cubs e Colorado Rockies…

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125 – gli RBI di Nolan Arenado

Notte dei record per i Colorado Rockies nel rotondo 16-0 di Coors Field sui San Diego Padres. Charlie Blackmon fissa il record di RBI per un leadoff hitter (primo nel lineup), Arenado arriva a 125 RBIs in stagione e Pat Valaika vive un po’ di gloria con un grande slam. Se da un lato i Rox batton 17 valide, Tyler Anderson e compagni ne lasciano solo tre ai Friars. Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6923-nervi-tesi-arenado-e-wild-card-la-notte-di-denver-sorride-ai-rox

17 – le vittorie di Zack Greinke

Conterà poco la W fra le statistiche dei lanciatori, viste le tante varianti che cambiano, ma la W di Zack Greinke di sabato ha dimensioni gigantesche. Con 8 inning inviolate, sole 2 valde concesse e 8 strikeout, l’ex asso dei Dodgers batte Madison Bumgarner e regala ai D-Backs la vittoria numero 87 in stagione. Arizona, che in attacco ha beneficiato unicamente del fuoricampo di Paul Goldschmidt (il 35esimo), ha ridotto il magic number di qualificazione ai playoff a 6. Fernando Rodney ha ottenuto la salvezza numero 38 in stagione nel successo degli Snakes.

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22 – i fuoricampo di Mookie Betts

Mookie Betts guida l’attacco con un fuoricampo al secondo e un singolo al sesto inning, mentre Devers chiude il discorso con un doppio. Al resto ci pensa un eccezionale Rick Porcello che sfodera 7.1 inning di qualità con un solo punto (non guadagnato) subito. Con la chiusura numero 33 in stagione di Craig Kimbrel, i Boston Red Sox battono i Tampa Bay Rays per 3-1.

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1 – il magic number degli Astros

Una vittoria domenica oppure una sconfitta degli Angels porrà fine ad una division che già da maggio pareva chiuso. Gli Houston Astros hanno compiuto un altro passo sabato, dopo aver sconfitto i Seattle Mariners per 8-6. Dallas Keuchel vince la tredicesima dell’anno con un punto subito in 6 inning. Derek Fisher mette a referto due doppi, mentre Carlos Beltran e Josh Reddick spingono a casa due punti ciascuno. Gli M’s vengono fermati da Musgrove nel loro estremo tentativo di rimonta. La Wild Card per i ragazzi di Servais si allontana…

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LE CLASSIFICHE

American League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

 

 National League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

 

AL Wild Card

NL Wild Card

 

COMING UP…

Baltimore Orioles at New York Yankees (19:05) – Jimenez (5-10) – Gray (9-10); Kansas City Royals at Cleveland Indians (19:10) – Duffy (8-8) – Kluber (16-4); Boston Red Sox at Tampa Bay Rays (19:10) – E. Rodriguez (5-5) – Odorizzi (8-8); Seattle Mariners at Houston Astros (20:10) – Moore (1-3) – Verlander (12-8); Milwaukee Brewers at Miami Marlins (20:10) – Woodruff (1-2) – Peters (0-1); Toronto Blue Jays at Minnesota Twins (20:10) – Biagini (3-10) – Gibson (10-10); St. Louis Cardinals at Chicago Cubs (20:20) – Lynn (11-7) – Quintana (10-11); San Diego Padres at Colorado Rockies (21:10) – Chacin (12-10) – Gray (8-4); Texas Rangers at Los Angeles Angels (21:37) – Gonzalez (7-11) – Richards (0-1); Arizona Diamondbacks at San Francisco Giants (22:05) – Walker (9-7) – Stratton (2-3); Los Angeles Dodgers at Washington Nationals (02:08) – Ryu (5-7) – Strasburg (13-4)

 

Fonte foto copertina: venomstrikes.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 17, 2017, 12:49 pm
Published in: 2017

Paura passata, forse. Dopo aver perso il treno dei Diamondbacks durante la più lunga winning streak nella storia della franchigia di Phoenix, i Colorado Rockies si sono trovati a lottare per rimanere fuori dalla lotta per il secondo wild card spot, da loro conservato sin dalle battute iniziali della stagione.

 

A due settimane dalla fine della stagione regolare i Milwaukee Brewers sono sempre lì in scia, ad esattamente 3.5 partite dalla brigata di Bud Black, ma nelle ultime dieci partite i ragazzi della Mile High City sono riusciti ad accelerare, ottenendo un record di 8-2.

 

Il calendario che i Rockies si trovano davanti è piuttosto agevole: due partite contro i Giants, un'altra contro i Padres, una contro i Marlins per poi concludere in casa contro i Dodgers.
Il tutto con San Francisco e San Diego già eliminate, Miami ad un passo dal quattordicesimo anno fuori dalla postseason (dove, ricordiamo, i Marlins non hanno mai perso una serie nella loro storia) e Los Angeles che tra due settimane dovrebbe – in linea teorica – aver già ipotecato il miglior record in National League.

 

Durante l'attuale serie contro i Friars non ci sono stati problemi per i Rockies nel portarsi a casa le prime due partite: 6-1 il venerdì ed un netto 16-0 questa notte al termine di un match senza storia.

 

L'inizio gara è stranamente tirato, tanto che Colorado andrà a segno per la prima volta nella terza ripresa, non prima di aver rischiato con un paio di basi su ball concesse e aver chiamato in causa Nolan Arenado per una super giocata difensiva.

Nel terzo inning il lanciatore avversario Lyles batte una pericolosa “smanicata” che lentamente sorvola la testa del collega Anderson e cade nella terra di nessuno. Arenado, in corsa, raccoglie la pallina a mano nuda e sbilanciato tira un fulmine in prima per effettuare l'out.

 

Rinvigorito da questa giocata il lineup di Colorado inizierà poi a girare e tra la terza e la settima frazione di gioco porterà a casa tutti i punti.

 

In una prova di “small ball” Arenado batterà il suo RBI numero 125 in stagione allungando le mani su tale titolo per il terzo anno consecutivo, mentre Blackmon segnerà due volte, riducendo la distanza dal record moderno detenuto da Bagwell a ventuno lunghezze. Con ancora tredici partite da giocare raggiungere l'Hall of Famer ex Astros sembra complicato, ma non impossibile.

Un primo record per Blackmon è però già in cassaforte: con l'89° RBI stagionale ha superato il record all-time della National League per punti battuti a casa da un leadoff, fissato in precedenza da Craig Biggio.

 

I Rox batteranno un totale di tredici singoli tra le diciassette valide complessive (due doppi e due fuoricampo), confermandosi la miglior squadra in National League per valide da una base dietro ai soli Braves. Primo posto in NL consolidato invece per quel che riguarda le hits in generale (1404), segno di un attacco assolutamente rodato.

 

I due home runs di Colorado sono stati entrambi da highlights: il primo, da due punti e battuto da Gonzalez, è terminato nel second deck di Coors Field ed è stato stimato di 427 piedi, mentre Valaika con un long shot nel settimo ha fissato definitivamente il punteggio sul 16-0 con un incredibile pinch-hit grand slam che non si vede di certo tutti i giorni.

 

C'è stato anche tempo per alcuni siparietti, come quello di Blackmon che ferma una pallina con il piede sinistro, mostrando anche ottime doti calcistiche, tanto da veder reclamato il suo nome come prossimo acquisto dei Rapids, la squadra di calcio cittadina che attualmente naviga nei bassifondi della MLS.

 

Il lato negativo è invece rappresentato dai Padres, che perdono (malamente) la quinta partita consecutiva e vedono Will Myers uscire dal campo dopo essersi battuto una pallina sulla gamba.

 

Il momento peggiore viene raggiunto nella parte bassa del sesto, nel momento in cui – dopo un primo lancio interno – Diaz colpisce LeMahieu, scatenando le ire del 29enne californiano e svuotando le due panchine in un momento di tensione risolto dall'espulsione di Miguel Diaz ad opera dell'home plate umpire Gerry Davis.

 

Questa sera ultimo appuntamento della serie tra le due squadre, con un occhio di riguardo verso Miami, dove i Brewers sono usciti sconfitti contro i Marlins ed oggi sono chiamati obbligatoriamente a vincere per non lasciar sfuggire i Rockies.

Foto: fresnobee.com

Author: Nicolò Gatti
Posted: September 17, 2017, 10:46 am
Published in: 2017

E senza nemmeno accorgersene sono già quattro vittorie di fila: è ufficialmente ripresa la marcia di Los Angeles verso la Postseason, con i ragazzi di Dave Roberts ormai a pochi passi dalla conquista del quinto titolo divisionale consecutivo. I Dodgers hanno ottenuto questa notte una significativa vittoria per 3-2 ai danni dei Nationals, un successo arrivato per merito di un eccellente Rich Hill e del solito, strepitoso Cody Bellinger.

E’ stato proprio il rookie di Scottsdale a regalare agli ospiti il primo punto della gara con un sontuoso solo-HR nella seconda ripresa, un fuoricampo di immenso significato storico e statistico: con la long ball numero 38 della sua stagione infatti, Bellinger ha eguagliato il record all-time della National League di homerun per un rookie, raggiungendo Wally Berger e Frank Robinson.

La terza frazione di gioco ha avuto un copione diverso ma ancora lo stesso protagonista: i Dodgers hanno creato una chance importante con il doppio di Chase Utley e l’HBP di Justin Turner, ed al 22enne dell’Arizona è bastato appoggiare un singolo sulla sinistra per spingere Los Angeles sul 2-0. I Nationals hanno provato a reagire nel quarto inning con Anthony Rendon: l’esplosivo terza base di Washington ha punito severamente la fastball (poco fast,come d’abitudine per Rich Hill) del pitcher avversario schiantandola oltre la recinzione centrale, ma il lineup dei Nats non è riuscito a colpire nuovamente il lanciatore di LA, che è tornato subito in controllo del match.

Il quinto inning ha visto i Dodgers segnare un altro punto, ma il passivo ai danni di AJ Cole sarebbe potuto essere ben più pesante:  i Boys in Blue hanno aperto la frazione con un altro doppio da parte di Utley, un singolo di Seager ed il sac fly di Turner, ma dopo la walk concessa a Bellinger il lanciatore dei Nationals è riuscito a chiudere l’inning facendo battere in doppio gioco Yasiel Puig, uscendo così dal quinto inning con un solo R subito.

La serata no dell’attacco dei padroni di casa è proseguita per quasi tutto il resto del match, ed anche dopo l’uscita dal campo di Hill il pitching staff dei Dodgers non ha avuto grossi problemi contro le mazze avversarie. L’unico lampo del team di Dusty Baker è arrivato all’ottavo inning, quando grazie a tre singoli consecutivi Washington è riuscita a portarsi sul 3-2; il ‘pen dei Dodgers però non ha regalato altre chance ai capitolini, e Kenley Jansen ha chiuso il nono inning senza alcuna difficoltà.

L’ottima prova di Hill (reduce da quattro sconfitte consecutive) permette quindi a Los Angeles di abbassare ancora il magic number (soltanto 5 partite separano LA dalla vittoria della NL West). Il 37enne di Boston lancia 5 inning con 1 H, 1 ER, 2 BB e 7 SO, ottenendo dunque la decima vittoria in stagione; discreta la prova di AJ Cole, che subisce 3 ER in 5 inning su 7 H, 2 BB e 5 SO. L’eroe del giorno è pero Cody Bellinger, che si rivela nuovamente decisivo con i suoi 2 RBI: manca soltanto un fuoricampo per entrare nella storia della National League, ma l’homerun numero 39 sarebbe solo la ciliegina sulla torta della meravigliosa stagione di Cody, che pensa soltanto a chiudere il discorso regular season e regalare ai propri tifosi la prima gioia dal 1988.

(foto di copertina da tsn.com)

Author: Federico
Posted: September 17, 2017, 10:33 am
Published in: Videos

Con questo fuoricampo Matt Olson, prima base e esterno degli Oakland Athletics, è diventato il secondo giocatore nella storia (dopo Giancarlo Stanton) a battere 20 fuoricampo nella stessa stagione sia nelle minors che in MLB.

Author: Pierluigi Mandoi
Posted: September 17, 2017, 10:25 am
Published in: 2017

Quando il 31 agosto scorso i Los Angeles Angels acquistavano Justin Upton dai Detroit Tigers (cedendo agli Astros Cameron Maybin), lo fecero per aumentare le possibilità del club di Anaheim di raggiungere la postseason. Gli Angels allora avevano 11 partite di distanza dal primo posto divisionale, ed allora come oggi (vincendo, questa sera gli Astros conquisterebbero la division a prescindere dal risultato degli Halos) era uno svantaggio impossibile da recuperare. Quello a cui Eppler e Scioscia puntavano, però, era il secondo posto Wild Card. Gli Angels avevano 1.5 partite da recuperare dai Twins, oggi ne hanno una grazie alle due sconfitte recenti della squadra del nord ed alle due vittorie consecutive contro i Rangers.
Justin Upton è stato chiamato per migliorare un lineup che vede già la presenza di Mike Trout, ma per due settimane non ha battuto fuoricampo. Lui, che in stagione è stato il miglior battitore dei disastrosi Tigers e che di fuoricampo ne ha battuti 28. Anche senza spedire la palla oltre le recinzioni, però, Upton è stato ugualmente produttivo grazie alla sua on-base% (.404 fino a ieri) e comunque la sua potenza era lì pronta ad esplodere anche in casacca Angels.

Dopo aver colpito il suo primo fuoricampo lo scorso 13 settembre nel successo contro gli Astros, Upton – che fino a ieri vantava 5 doppi su 13 valide in 13 partite – si è ripetuto nella notte contro i rivali del Texas, sparando due fuoricampo contro Cole Hamels che hanno permesso ai Los Angeles Angels di vincere per 2-0 e mantenere la pressione nei confronti dei Minnesota Twins.

Il primo dei due fuoricampo è arrivato nel primo inning. Upton ha spedito fuori un 1-1 pitch di Cole Hamels, un cambio di velocità a 82mph terminato oltre l’esterno sinistro per il 30esimo fuoricampo in stagione e l’RBI numero 102, con il totale di RBI realizzati nel 2014 con la divisa degli Atlanta Braves.

 

Upton batte il primo fuoricampo della partita

 

Ma Upton non è stato l’unico motivo per il quale gli Angels hanno vinto. Di motivo ce n’è almeno un altro, ed ha nome e cognome: Parker Bridwell.

Il lanciatore arrivato dal nulla ad inizio stagione per dare più profondità ad una rotazione disturbata ormai da anni dagli infortuni, è stato protagonista di una partita sensazionale. Il 26enne lanciatore degli Angels è stato capace di sconfiggere un buonissimo Cole Hamels riuscendo a lanciare 6 riprese dominanti condite da 13 eliminazioni consecutive.

 

La prestazione di Bridwell

 

Il buon Bridwell infatti ha avuto un perfect game per 4.1 riprese e con sei strikeouts, fino a quando a disturbarlo no ci ha pesato Joey Gallo, che ha colpito una curva del pitcher di casa per un doppio lungo la linea di destra.

La battuta di Gallo sembrava aver aprito le porte ad una rimonta dei Rangers, soprattutto dopo l’arrivo in base di Robinson Chirinos su quattro ball. Ma poi Bridwell ha ripreso in mano la sua partita ed eliminava prima Odor con un pop out preso da Simmons, poi Calhoun con uno strikeout, ed ha chiuso le porte anche nel sesto inning, dove aveva anche concesso due valide ai Rangers con Beltre però che non riusciva a trascinare il corridore in seconda fino a casa base.

La sua giornata è terminata nel settimo inning dopo la base su ball al leadoff Gallo. Scioscia ha chiamato a lanciare Keynan Middleton che esce con un grande risultato: due strikeouts su Chirinos e Odor con nel mezzo Gallo eliminato in seconda durante un tentativo di rubata (inizialmente andato a buon fine, poi Scioscia ha richiesto il video-replay che ha permesso agli Angels di avere un out in più).

Dopo il fuoricampo subito nel primo inning, Cole Hamels è stato a dir poco esaltante anche se non ha messo strikeout tanti battitori e non ha avuto a disposizione la sua miglior qualità. Hamels ha messo in base sei battitori fino alla fine del settimo, vero, con quattro basi su ball, però non è mai crollato ed ha mantenuto i Rangers in partita evitando l’hard hit contact delle mazze di casa, producendo invece tante deboli rimbalzanti che non hanno lasciato l’infield.

Il momento di maggior difficoltà lo ha vissuto nel terzo inning, quando gli Angels riempivano le basi grazie ad un singolo di Pennington e a due basi su ball guadagnate da Upton e Simmons. L’ex Phillies però ne usciva fuori con la debole rimbalzante di Cron catturata da Andrus per l’assistenza in prima.

 

Hamels esce dai guai

 

L’ottavo inning, dopo il buon inning lanciato da Cam Bedrosian, gli è sembrato la fotocopia del primo. Con la differenza che questa volta non gli è riuscito di completare la ripresa. Come nel primo inning Trout veniva eliminato da un difensore e Justin Upton, colpendo questa volta una cutter, batteva il suo fuoricampo numero 31 e l’RBI numero 103 (career high) con una flyball uscita a 100mph dalla mazza e terminata oltre l’esterno centro-destra.

 

Il secondo fuoricampo di Upton

 

È stato il 2-0 che ha tagliato le gambe agli ospiti, che inseriscono Barnette sul monte e beneficiano di una chiamata borderline dell’arbitro di seconda, che chiama out Simmons in un tentativo di rubata (chiamata rivista al replay e confermata).

Nel nono inning Choo ed Andrus andavano strikeout contro Petit mentre Beltre veniva eliminato dalla presa al volo di Calhoun.

Davanti ad oltre 40mila spettatori Petit raccoglie la 4a salvezza della stagione, mentre Bridwell festeggia l’8a vittoria con la classifica che ora si fa interessante.

Questa sera, ore 21.37, gli Angels chiuderanno la serie contro i Rangers con Garrett Richards che sfiderà Miguel Gonzalez mentre i Twins sfideranno ancora i Blue Jays. Da martedì (lunedì di riposo) però gli Angels ospiteranno gli Indians per una serie da tre partite. Una volta finita quella contro gli Indians, Trout e compagni si dirigeranno ad Houston per sfidare gli Astros per una settimana decisiva.

Author: Luca Giangrande
Posted: September 17, 2017, 8:47 am
Published in: 2017

Lo scorso anno i Cleveland Indians non hanno mai festeggiato in casa.

La vittoria della AL Central, il primo successo divisionale in nove anni, lo festeggiarono a Detroit. Poi a Boston festeggiarono lo sweep nella League Division Series mentre a Toronto l’accesso alla World Series.

Il Fall Classic è finito come è finito nonostante una 3-1 lead, con la parola “karma” scritta dappertutto, quindi non c’erano motivi per festeggiare.

Ieri i Cleveland Indians si presentavano al terzo appuntamento della serie da quattro contro i Royals con un magic number di due sui Minnesota Twins. Il che significa che sarebbe servita una vittoria, e contemporaneamente una sconfitta dei Twins, per festeggiare il primo back-to-back AL Central title dai cinque consecutvi conquistati negli anni ‘90, dal 1995 al 1999.

Probabilmente nessuno all’incrocio delle strade Carnegie e Ontario (dove per l’appunto è situato il ballpark di Cleveland e la sede del club) si aspettava di festeggiare così presto il titolo.

La clubhouse non era impacchettata per i festeggiamenti a base di bollicine e quant’altro, forse perché le partite non erano in contemporanea e quella dei Twins sarebbe iniziata solo una decina di minuti la fine dell’incontro tra Indians e Royals.

Gli Indians hanno sconfitto la formazione del Missouri per 8-4, mentre i Twins sono stati sconfitti per 7-2 in casa dai Toronto Blue Jays.

Questo vuol dire che gli Indians festeggeranno il titolo divisionale questa notte, a prescindere dal risultato, con Kluber che prenderà possesso del monte di lancio nel tentativo di rafforzare la sua quest per il secondo Cy Young award in quattro anni. Prima dell’incontro gli Indians alzeranno la bandiera con su scritto “2017 AL Central Champions” che da stasera fino alla fine dei giorni di Progressive Field sventolerà nell’esterno centro, accompagnate dalle (poche) parole di Terry Francona.

Adesso agli Indians resta da mantenere il primo posto nel Junior Circuit, e magari farsi trovare preparati a qualche battuta d’arresto dei Los Angeles Dodgers, che guidano le majors con 4.5 partite di vantaggio sul team del nord-est Ohio.

Dopo aver beneficiato di due inning-ending double plays con Carlos Carrasco sul monte, i Cleveland Indians si sono portati in vantaggio colpendo nel secondo inning il veterano Hammel. Jay Bruce mancava il fuoricampo di un soffio spedendo un lancio del partente avversario in campo opposto, nell’esterno sinistro. Gli Indians poi trovavano un colpo di fortuna con Yandy Diaz, che nonostante aver girato (su un check swing) un lancio di Hammel, riesce ad arrivare in prima base grazie alla mancata presa di Butera mentre Bruce si spostava in terza. Questo non fa altro che aumentare le probabilità dei padroni di casa, che vanno a punto grazie alla sac fly di Almonte.

 

Almonte apre le danze con una sac fly

 

I Royals però non si fanno attendere e pervengono rapidamente al pari con un fuoricampo di Alex Gordon finito oltre l’esterno centro su una fastball del lanciatore venezuelano degli Indians, che poi riesce a limitare i danni con due strikeouts nonostante aver inserito in base altri due battitori.

 

Fuoricampo di Gordon

 

Gli Indians però dopo aver perso la striscia vincente il giorno precedente, sono concentrati nel portare a asa la posta in palio ed aprono il terzo attacco con una valida di Lindor, mentre Jackson arrivava in prima con una base su ball. A far girare l’attacco è Carlos Santana con un lungo singolo che riporta avanti gli Indians mentre una volata di sacrificio di Encarnacion siglava il 3-1.

Nel quarto inning i Royals segnano un altro punto grazie alla volata di Moss ma la tribù è brava a serrare le fila ed a suggellare la vittoria con un big inning nel sesto inning iniziato da un doppio da due punti di Francisco Lindor (10 doppi consecutivi, superato Hal Trosky per il franchise record) finito nell’esterno sinistro.

 

Doppio da due punti per Lindor

 

A Lindor è seguito Austin Jackson che batte un singolo nell’esterno centro per il punto di Lindor. Sul tiro di Cain a casa Jackson corre verso la seconda, Butera tira al cuscino difeso da Merrifield ma manca il bersaglio, con la palla che va addirittura oltre l’esterno centro Cain, permettendo ad Austin Jackson di arrivare a casa segnando il 7-2 sempre contro Hammel.

 

Jackson a casa con un little league home run

 

I Royals interrompono la buona striscia di Carrasco con i doppi di Escobar e Butera ed un singolo di Merrifield. Ma il totale di due punti segnati sono troppo pochi per poter impensierire i padroni di casa che, nella parte bassa, si riportano a +4 con il 35esimo fuoricampo di Edwin Encarnacion, arrivato contro il rilievo Kevin McCarthy ed uscito nell’esterno centro quasi in Thome territory, a ricordare proprio un altro fuoricampo di Jim Thome finito in Eagle Avenue (lì proprio dove ora sorge la statua dedicata al campione Indians) battuto proprio contro i Kansas City Royals.

 

Encarnacion chiude il cerchio con un fuoricampo

Il bullpen degli Indians, che nel settimo inning aveva rivisto nuovamente Andrew Miller (utilizzato per l’ultimo out arrivato in due lanci), ha poi chiuso le porte con il lavoro di Zach McAllister e Nick Goody.

Per i campioni della AL Central si tratta del 92esimo successo stagionale e questa sera, alle 19.10, ospiteranno Danny Duffy, al ritorno dopo la disabled list.

Author: Luca Giangrande
Posted: September 17, 2017, 7:37 am
Published in: Videos

Principale candidato per il Manager of the Year con i suoi Twins, il 16 Settembre 1996 Paul Molitor diventava il ventunesimo membro del 300-hits club, con questo triplo a Kansas City.

Author: Pierluigi Mandoi
Posted: September 16, 2017, 3:40 pm
Published in: 2017

Sembra davvero finito l’incubo per i Dodgers: questa notte il team californiano ha ottenuto il terzo successo consecutivo sconfiggendo i Nationals con un netto 7-0, dimostrando di essersi finalmente ripreso dopo le undici sconfitte di fila subite nelle prime due settimane di Settembre. Dopo aver ritrovato la vittoria a San Francisco, i ragazzi di Dave Roberts hanno inflitto una severa lezione ai padroni della NL East, vincendo a Washington grazie alla super prestazione di Alex Wood ed alla grande serata del proprio lineup.

Los Angeles ha mostrato fin da subito una grandissima determinazione, e già nella prima ripresa di gioco gli ospiti si sono portati in vantaggio grazie al solo-HR della “Furia Rossa” Justin Turner. Terminato il primo inning, l’attacco dei Dodgers è letteralmente esploso contro Edwin Jackson, che non è riuscito in alcun modo ad arginare l’assalto dei Boys in Blue: le danze si sono aperte con il fuoricampo numero 26 di Yasiel Puig, autore di una stagione eccezionale come ottavo in battuta, seguito poi dall’RBI ground-rule 2B di Andre Ethier e soprattutto dal pesantissimo 3-R HR di Corey Seager.

La seconda frazione ha regalato dunque un totale di 5 punti ai Dodgers, che nell’inning successivo hanno deciso di chiudere definitivamente la pratica con l’RBI forceout di Chase Utley; il margine di sette punti è stato più che sufficiente per Alex Wood, che ha congelato il lineup di Dusty Baker per tutti i sei inning della propria partita. Nemmeno l’uscita dal campo dell’ex lanciatore dei Braves ha dato una scossa all’attacco dei padroni di casa, che nelle ultime tre frazioni di gioco è riuscito a creare qualche occasione soltanto grazie alle walks concesse da Pedro Baez e Brock Stewart.

Al Nationals Park finisce dunque 7-0 per LA, che può tornare dunque a sorridere dopo due settimane clamorosamente complicate. Eccellente la prova di Alex Wood, che ottiene la W numero 15 in stagione lanciando 6 inning con 0 R, 3 H, 1 BB e 8 SO; pessima invece la partenza di Jackson, che subisce 7 ER in appena 2.1 inning. I Dodgers, che non hanno ancora la certezza matematica della vittoria della NL West, cercheranno di ottenere questa notte la quarta vittoria consecutiva affidandosi alle breaking balls di Rich Hill (9-8, ERA 3.67); Dusty Baker invece manderà sul monte il 25enne AJ Cole (2-4, ERA 4.30).

(foto di copertina da orangecountyregister.com)

Author: Federico
Posted: September 16, 2017, 1:06 pm
Published in: 2017

The Streak è finita. Adesso il focus si sposta pienamente sulla Postseason.

Prosegue l’appuntamento quotidiano che vi aggiorna giorno dopo giorno su quanto è successo nella lotta per la qualificazione ai playoff e su ciò che succederà. Vi introdurremo alle diverse partite con alcuni numeri che caratterizzano ciascuna partita, poi seguiranno tutte le classifiche e le partite in programma del giorno successivo.

13 – gli strikeout dei lanciatori Dodgers sui Nationals

Sette punti in tre inning sono sufficienti ai Los Angeles Dodgers per stendere i Washington Nationals. Justin Turner nel primo inning, Yasiel Puig e Corey Seager (tre punti) nel secondo battono un fuoricampo ciascuno contro un inefficiente Edwin Jackson. I due long ball della seconda frazione sono stati intervallati da un doppio perso nel cielo di Werth,valido come azione più comica della giornata. Alex Wood preserva l’ampio margine per 6 inning con 8 strikeouts e sole 3 valide subite. I Dodgers vincono la prima partita della serie per 7-0.

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2 – il magic number di Cleveland

Niente rimonta questa volta. L’insolito trio dei Royals Buchter-Cahill-Minor ha conservato la vittoria numero 16 di Jason Vargas. I fuoricampo di Escobar e Moss e la valida di Cain decidono la partita e fermano a 22 la striscia da record degli Indians che era iniziata il 23 agosto scorso. Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6915-complimenti-royals-complimenti-indians

89 – vittorie degli Astros

Charlie Morton rafforza la sua candidatura per far parte della rotazione ai playoff con un’ottima performance contro i Mariners. 6 inning, un punto subito e 12esima vittoria per l’ex journeyman che a Houston ha ritrovato una casa. Brutto rientro per James Paxton, ampiamente fuori giri con la fastball. La valida di Altuve, un doppio di Carlos Correa, ancora in ripresa dopo l’infortunio, e il singolo di Gattis portano gli ‘Stros sul 3-0. I padroni di casa non guardano più indietro e vincono 5-2, riducendo il magic number a 2. I Mariners si allontanano dagli Angels, mentre Houston può chiudere il discorso division sabato.

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7 – i lanciatori usati dagli Angels

Bud Norris è stato closer per un’ampia parte della stagione. Venerdì è tornato alsuo vecchio amore: la partenza da titolare. La sua partita dura due inning, poi subentra il resto del bullpen. I Rangers volano sul 4-2 al sesto inning, ma il recupero degli Halos arriva al cambio campo. Upton e Simmons, protagonista come al solito su tutti i fronti, sommano due valide e due punti, Valbuena spinge a casa il 5-4 e Cron batte un fuoricampo che si rivelerà determinante. Cam Bedrosian, uno dei due rilievi che peggio ha reso per gli Angels, riconsegna i due punti nell’ottavo inning, ma viene sostituito da Blake Parker che si inventa un six-out save da manuale con tre strikeouts. Gli Angels guadagnano terreno sui Twins perché…

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525 – le partenze nella carriera di Bartolo Colon

Non è fortunato il “Big Sexy Night” di Bartolo Colon. Russell Martin e Josh Donaldson rovinano la festa con un doppio da un punto e il singolo del sorpasso nel settimo inning che fissano il parziale sul definitivo 4-3. I canadesi si sono ritrovati ad inseguire dal terzo inning, sotto 0-2 e 1-3. I fuoricampo di Kevin Pillar e dello stesso Donaldson (26esimo) hanno lanciato la rimonta dei Jays che con 2.1 riprese perfette del bullpen porta via una vittoria da Target Field.

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94 – gli strikeouts in 77.2 inning di Luis Severino dopo l’All-Star break

Intanto, gli Yankees allungano nella lotta per il primo posto Wild Card grazie all’8-2 ottenuto sui Baltimore Orioles allo Yankee Stadium. Match che resta in equilibrio per metà partita, poi Didi Gregorius, dal 2-2 provvisorio, batte un home run da due punti e gli Yankees segnano altri quattro punti tra settimo e ottavo attacco per portare a casa il terzo successo di fila. Gregorius e Headley battono assieme 7 delle 10 valide per New York. Sul monte di lancio Luis Severino domina per 8 riprese (3 valide subite, 2 punti, 7 strikeout) e ottiene l’ottava vittoria della seconda parte di stagione.

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52 – i giocatori usati nella maratona del Trop

Una classica di settembre al Tropicana Field ha visto i Boston Red Sox spuntarla al quindicesimo inning. Sette punti entrano per Boston a partire di un errore del seconda base di Brad Miller, ma il forcing decisivo è arrivato nel nono, quando i Red Sox hanno recuperato un deficit di tre punti. Non basta ai Rays un Kevin Kiermaier splendido in difesa e in attacco. Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6914-red-sox-straripanti

7 – i punti dei Cubs nel sesto inning

Con John Lackey e Wilson Contreras espulsi (infuriati per una chiamata sbagliata dietro al piatto durante l’at-bat contro Carlos Martinez) e i Cardinals in vantaggio 2-1, i Cubs non potevano pensare in positivo dopo metà partita. Nel sesto inning, l’anima dei campioni in carica. Alex Avila, appena entrato per Contreras, pareggia con un singolo. L’ex Jon Jay fa passare un singolo per il vantaggio e i Cubs aggiungono, con la collaborazione della difesa avversaria, altri cinque punti che rendono il gap incolmabile per St. Louis.

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8 – i punti all’ottavo dei Brewers

Dopo due punti segnati nel secondo inning da entrambe le squadre, i Milwaukee Brewers vincono come squadra ospite a Miller Park (Marlins Park non è stato dichiarato agibile) la sfida contro i Miami Marlins. Eric Thames ha battuto il fuoricampo numero 31 che ha aperto l’eight-run inning, poi Neil Walker con un grande slam e un colpo da tre punti di Domingo Santana mettono i tocchi finali al 10-2 per la squadra di Craig Counsell, che tiene il passo di Chicago e delle squadre Wild Card...

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10 – gli RBI di AJ Pollock nelle ultime tre partite

AJ Pollock è ancora l’uomo della Provvidenza per Arizona. Un doppio da due punti al settimo contro un solido Jeff Samardzija trascina i Diamondbacks al successo per 3-2. La vittoria coincide con la quinta affermazione personale di fila per Robbie Ray, autore di 10 strikeout in 7 riprese. Bradley e Rodney conservano il successo e i D-Backs mantengono un margine rassicurante sulle inseguitrici.

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0.66 – la media ERA di Chatwood nelle ultime tre partenze

Tyler Chatwood riduce a un fuoricampo di Wil Myers in 5.2 riprese l’attacco dei San Diego Padres e sblocca il risultato nel secondo inning con una valida da due punti. Al resto ci pensano il triplo di LaMahieu e il 34esimo home run di Nolan Arenado. I Rockies vincono 6-1 e restano 2.5 lunghezze sopra i Brewers per il secondo posto Wild Card.

VIDEO RECAP

 

LE CLASSIFICHE

American League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

National League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

AL Wild Card

NL Wild Card

 

Tutti i fuoricampo della giornata

 

COMING UP…

Los Angeles Dodgers at Washington Nationals (19:05) – Hill (9-8) – Cole (2-4); Seattle Mariners at Houston Astros (19:05) – Ramirez (5-5) – Keuchel (12-4); St. Louis Cardinals at Chicago Cubs (22:05) – Wacha (12-7) – Hendricks (6-5); Baltimore Orioles at New York Yankees (22:05) – Hellickson (8-9) – Montgomery (7-7); Kansas City Royals at Cleveland Indians (22:10) – Hammel (8-11) – Carrasco (15-6); Boston Red Sox at Tampa Bay Rays (00:10) – Porcello (9-17) – Cobb (11-9); Milwaukee Brewers at Miami Marlins (01:10) – Davies (17-8) – Conley (6-7); Toronto Blue Jays at Minnesota Twins (01:10) – Estrada (8-8) – Mejia (4-5); San Diego Padres at Colorado Rockies (02:10) – Lyles (1-2) – Anderson (4-5); Arizona Diamondbacks at San Francisco Giants (03:05) – Greinke (16-6) – Bumgarner (3-8); Texas Rangers at Los Angeles Angels (03:07) – Hamels (10-3) – Bridwell (7-2).

 

Fonte foto copertina: usatoday.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 16, 2017, 9:29 am
Published in: 2017

Quando nel nono inning - con gli Indians sotto di un punto, due eliminati ed un pinch-runner in prima base – Francisco Lindor si presentava in battuta per girare la mazza, il Progressive Field esaurito in ogni ordine di posto ha avuto una sensazione di déja vu.

Solamente 24 ore prima lo shortstop aveva dato alla tribù un’altra possibilità, spedendo nella parte alta del muro dell’esterno sinistro una fastball di Kelvin Herrera, pareggiando una partita che poi i padroni di casa avrebbero vinto un inning più tardi, regalandosi la 22esima vittoria consecutiva. Record American League e MLB.

Questa volta però non c’è stata magia. Nessun coniglio dal cilindro è stato estratto dal prestigiatore con il numero 12, andato a vuoto sull’ultimo lancio di un ottimo Trevor Cahill. Una curva da far inginocchiare.

Non è sembrato vero a Cahill e Butera, che hanno esitato un po’ prima di abbracciarsi in giubilo. Non è sembrato vero neanche a Lindor, che si dirigeva nel dugout a testa bassa. Solamente per qualche secondo.

I 34mila dell’impianto di Cleveland ha chiamato a raccolta i suoi sin dal ventisettesimo out, regalando loro una ovazione da ricordare per una striscia incancellabile.

È stato allora che Terry Francona ha fatto lo stesso, invitando i suoi giocatori ad applaudire i tifosi.

Una scena che spesso vediamo nel calcio da quelle tifoserie civili (ce ne sono, nonostante tutto), che riconoscono l’impegno profuso in campo dai propri beniamini.

I giocatori e lo staff di Cleveland hanno risposto applaudendo i tifosi, e questa è una scena ancor più bella delle 22 vittorie o del doppio di Lindor il giorno precedente. Questo è sport in tutta la sua purezza.

 

Termina la striscia di successi degli Indians. Pubblico e squadra si uniscono in un applauso https://www.mlb.com/video/indians-record-win-streak-ends/c-1834647783?tid=6479266

 

Ci sono volute tre settimane, ma alla fine una squadra – in questo caso i Royals – è riuscita a fermare la storica corsa della tribù, in vantaggio per 191 dei 199 innings giocati durante questa striscia.

E pensare che c’è stato un momento in cui i tifosi hanno pensato “è fatta”. È stato nel terzo inning, quando sul momentaneo 1-1, due eliminati ed Austin Jackson in seconda, José Ramirez mandava in visibilio il pubblico spedendo nell’home run porch una two-seam del mancino Jason Vargas lanciata ad un metro e venti sopra il piatto. Ramirez, che è alto appena un metro e settantacinque centimetri, è stato in grado di colpirla per tempo e con precisione, mandandola tra le mani di un fortunato tifoso portando gli Indians avanti per 3-1.

 

Ramirez porta avanti la tribù 3-1 https://www.mlb.com/video/ramirez-drills-a-two-run-homer/c-1833890183?tid=6479266

 

Non è stata però la giornata di Trevor Bauer, e quando Vargas prima ed il bullpen poi hanno capito come attaccare gli avversari, non è stata neanche la giornata degli Indians.

Il lanciatore californiano non è sembrato al meglio della sua condizione, soprattutto dopo la impressionante striscia di otto vittorie (ed una no-decision nonostante un punto subito su sette riprese) in nove partenze consecutive - con l’ex terza scelta assoluta dei Dbacks al draft 2011 che ha visto una ERA di 2.26 (FIP 3.59 e xFIP 3.44) in 59.2 IP, con 66 strikeouts e 15 basi su ball – e questa sensazione è stata confermata con i due vantaggi sprecati.

Gli Indians infatti erano andati in vantaggio già nel primo inning con una volata di sacrificio di Encarnacion per far segnare Lindor, ma poi Bauer ha concesso un fuoricampo ad Alcides Escobar (terminato oltre l’esterno centro) su una cutter mal posizionata, e, due inning più tardi, un altro fuoricampo a Brandon Moss (uscito ancora oltre l’esterno centro) questa volta su una fastball bassa ed interna.

 

Il fuoricampo di Escobar https://www.mlb.com/video/escobars-solo-home-run/c-1833765783?tid=6479266

 

E quello di Moss https://www.mlb.com/video/moss-22nd-home-run/c-1833927383?tid=6479266

 

Bauer lotta ed elimina i successivi tre affrontati ma nel quinto inning subisce prima un doppio da Lorenzo Cain (2-2 con walk nelle prime tre apparizioni al piatto) e poi un singolo da Hosmer con una rimbalzante che termina a sinistra da Austin Jackson.

 

Hosmer batte un rbi single https://www.mlb.com/video/hosmers-rbi-single/c-1834013683?tid=6479266

 

Nonostante il singolo di Moustakas che complicava le cose, Bauer chiudeva l’inning vendicandosi su Moss con 4 palle curve, strappando così la fiducia di Francona. Ma la fortuna questa volta decide di voltare le spalle agli uomini di casa. Dopo lo strikeout su Escobar, Gordon sconfiggeva lo shift difensivo con una rimbalzante a sinistra e Francona decideva di prendere in mano le operazioni sostituendo il partente con Joe Smith.

Smith comincia subito strappando gli applausi del pubblico con uno strikeout sull’azzurro Butera, ma poi, subisce il vantaggio dei Royals (punto caricato su Bauer) su un comebacker di Whit Merrifield al primo lancio. La battuta viaggia centralmente sfiorando Smith (che ha l’accortezza di spostarsi dalla traiettoria evitando di essere colpito) e che elude Lindor finendo nell’esterno centro per permettere a Gordon di andare a casa.

Cain porta in vantaggio i Royals e chiude con un 3-4 https://www.mlb.com/video/cains-rbi-single-plates-gordon/c-1834188883?tid=6479266

Per Bauer non è stata la prima volta. Come lui stesso ha ammesso, nel 2010, quando lanciava per UCLA, anche la squadra di baseball della prestigiosa università della California aveva in mano una striscia di 22 partite. Alla ventitreesima era lui il partente e la striscia finì con una sconfitta.

Gli Indians provano a rimontare ma vengono fermati da Buchter nel sesto (entrato per Vargas dopo la base su ball con la quale il mancino ha messo in base Encarnacion) e da Cahill fino alla fine dell’ottavo.

Nel settimo e nell’otttavo gli Indians hanno avuto più di una occasione. Con un out Naquin (pinch-runner per Perez) arrivava in seconda su uno strike non trattenuto da Butera, poi Lindor guadagnava a sua volta una base su ball ma con un eliminato Austin Jackson batteva male, producendo solamente un debole doppio gioco. Un inning più tardi Carlos Santana guadagnava una base su ball, ma con due eliminati anche Bruce risultava vittima della difesa Royals con Escobar autore di una semplice giocata.

Il nono inning è stato già raccontato. Minor, entrato al posto di Cahill, subisce un leadoff single da Yandy Diaz (sostituito da Almonte), ma Yan Gomes, il pinch-hitter Francisco Mejia ed infine Francisco Lindor non rispondono.

 

I Royals, ormai da tempo eliminati dalla division, hanno ancora qualche flebile speranza di raggiungere i playoffs tramite wild card. Ma la squadra di Yost ha davanti ancora Mariners ed Angels oltre ai Twins, dai quali devono recuperare 4 partite.

Pochi drammi per gli Indians. Prima o poi bisognava salutare la streak. Ora Francona potrebbe approfittarne per far riposare i giocatori chiave e lasciar smaltire le scorie di tre settimane giocate ad alto livello. Ma attenzione, perché nel nord-est Ohio potrebbero festeggiare la seconda vittoria divisionale consecutiva già questa sera con un successo sui Royals (Hammel vs Carrasco) ed una contemporanea sconfitta dei Minnesota Twins (che ospiteranno i Blue Jays).

Per l’ultima partita della serie tra Indians e Royals l’appuntamento è a questa sera, ore 22.10.

 

Thank you. 👏🏻 pic.twitter.com/DLpk3EshiP

— What a run. (@Indians) 16 settembre 2017
Author: Luca Giangrande
Posted: September 16, 2017, 7:45 am
Published in: 2017

Il ritorno del baseball a Tropicana Field non poteva durare di più. Dopo 6 ore e 5 minuti di maratona, i Boston Red Sox battono i Tampa Bay Rays per 13-6 e si aggiudicano un successo fondamentale in ottica playoff.

Il passivo è aumentato con la fuga finale di Boston, ma il vero sforzo per la vittoria è arrivato nel nono inning per la squadra ospite. Sotto 2-5, i BoSox recuperano sul closer Alex Colome, sfruttando le valide di Leon, quella del pareggio di Xander Bogaerts e un errore decisivo di Danny Espinosa in seconda base che poteva essere il primo out dell’inning. Anzi, i Rays, ancora sopra 5-4, sono stati graziati dalla prima giocata salva-partita di Kevin Kiermaier che ha negato il doppio del sorpasso a Bradley Jr. con una presa favolosa. Poco dopo, però, con Davis in terza, Bogaerts lo ha spinto a casa per il pari.

La valida del pareggio di Bogaerts: https://www.mlb.com/video/bogaerts-game-tying-single/c-1834629883?tid=6479266

Così la prima sfida tra Rays e Red Sox è diventata la classica da September Baseball. Uso a profusione dei lanciatori (in totale saranno impiegati 52 giocatori), occasioni sprecate da entrambe le parti (Boston chiude 10 su 32 con uomini in posizione punto, Tampa Bay, invece, 1 su 12) e una quantità industriale di strikeout. Da questo punto di vista i Red Sox hanno ottenuto 24 K, record assoluto in una partita per la franchigia del Massachussetts.

Kevin Kiermaier salva ancora due volte la sua squadra. Nel decimo inning toglie a Mookie Betts la gioia di un doppio o di un triplo con una presa in salto sublime, poi nel quattordicesimo, non solo elimina Moreland in terza dopo il singolo da un punto di Devers, ma tiene aperta la partita, quando al terzo lancio dell’ennesimo rilievo Brandon Workman, scarica il suo home run numero 14 per il 6-6.

La valida di Devers, l'assist di Kiermaier: https://www.mlb.com/video/devers-go-ahead-rbi-single/c-1835019983?tid=6479266

 

Cinque dei sei punti dei Rays sono arrivati su long ball. Wilson Ramos e Adeiny Hechavarria hanno colpito un fuoricampo ciascuno contro un Chris Sale lontano dagli standard di inizio anno, ma comunque appena sufficiente (5.2 inning, 4 punti subiti). Dal primo agosto la sua ERA è di 4.25.

Il punto della sicurezza sembrava potesse arrivare dal secondo dinger di Wilson Ramos, il nono stagionale, che nell’ottavo inning ha messo tre lunghezze fra le due sfidanti, ma Boston si è riportata sotto, spostando il confronto sul piano dello small ball e i Rays hanno ceduto.

I fuoricampo di Wilson Ramos: https://www.mlb.com/video/ramos-two-homer-night/c-1834921583?tid=6479266

Dopo essersi salvati all’undicesimo e al dodicesimo, la difesa collassa. Austin Pruitt concede una base su ball a Bradley Jr. e un singolo a Bogaerts. I Red Sox non optano per un bunt, ma fanno battere un Dustin Pedroia che si presentava con zero valide in sette turni di battuta. Il seconda base, che chiuderà 0 su 9, batte un proiettile verso il collega Brad Miller che si lascia scappare una discreta chance di ottenere almeno un out e consente a Bradley Jr. di completare il giro delle basi per il punto del 7-6.

All’entrata dell’undicesimo rilievo dei locali Chase Whitley, il lineup degli uomini in casacca blu fa razzia. Un errore di Morrison in prima base si unisce a Benintendi, Moreland (autore anche del 19esimo fuoricampo in stagione nel lontano quarto inning), Marrero e Bogaerts (arrivato in base nelle ultime cinque apparizioni al piatto) che battono valide con RBI (2 per Marrero) per il 13-6. Tampa Bay paga a carissimo prezzo i tre errori nel finale di gara.

I 7 punti dei Red Sox: https://www.mlb.com/video/red-sox-plate-seven-in-15th/c-1835158083?tid=6479266

Scorrono i titoli di coda nell’attacco dei Rays che soccombe ai lanci di Blaine Boyer e torna a mostrare il suo volto di Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Potenti e devastanti da un lato, facilmente out al piatto e fragili in difesa dall’altro. Alle 3:07 del mattino arriva l’ultimo out.

Dopo 541 lanci, i Red Sox mantengono tre lunghezze nella AL East sui New York Yankees, vincitori contro Baltimore. I Rays si allontanano sempre di più da un posto ai playoff. A proposito della sfida fra le rivali Red Sox e Yankees, il caso dei “segnali rubati” e dell’uso dell’Apple Watch è terminato con una multa per entrambe le squadre.

Sabato si replica. Rick Porcello, sconfitto nell’ultima partenza dai Rays, se la vedrà con Alex Cobb che invece ha battuto gli avversari divisionali nella sua ultima uscita. First pitch alle 00:10 in Italia.

 

Fonte foto copertina: bangordailynews.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 16, 2017, 7:42 am
Published in: 2017

Wild Thing lo lasciamo ai Cleveland Indians, ma la MLB sta per vivere un rush finale interessante, anche se quattro division volgeranno al termine senza grosse battaglie. Le lotte per il Wild Card Game, invece, stanno assumendo una forma sempre più chiara man mano che trascorrono le partite. Occhi puntati anche sui migliori bilanci, perché conteranno per il fattore-campo di tutte le serie, anche per la World Series.

Da oggi vi offriamo un appuntamento quotidiano che vi aggiorna giorno dopo giorno su quanto è successo nella lotta per la qualificazione ai playoff e su ciò che succederà. Vi introdurremo alle diverse partite con alcuni numeri che caratterizzano ciascuna partita, poi seguiranno tutte le classifiche e le partite in programma del giorno successivo.

22 – No words. Solo Cleveland Indians e record assoluto di vittorie consecutive. La tribù di Terry Francona si è assicurata un posto ai playoff ed è vicinissimo al titolo divisionale. Il recap completo -> http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6909-indians-sono-22

3 – il magic number per vincere la division degli Astros e il distacco degli Angels dalla seconda Wild Card

Gli Astros hanno sconfitto la squadra di Anaheim per 5-2. Brad Peacock ha subito un punto in 6 riprese per la sua 11esima vittoria stagionale, mentre i doppi di Marwin Gonzalez e Alex Bregman hanno dato la spinta agli ‘Stros. Inutili i fuoricampo di Luis Valbuena e di Albert Pujols (numero 613 della carriera). Per la cronaca, Pujols è stato anche eliminato su una rimbalzante che Correa ha raccolto praticamente in esterno sinistro.

IL VIDEO RECAP

25 – il numero del nuovo eroe dei Minnesota Twins

La notte dopo il walk-off home run di Eddie Rosario, Byron Buxton manda tutti a casa al decimo inning nel successo dei Twins contro i Toronto Blue Jays per 3-2. Il 15esimo long ball dell’ex prospetto, che in questa seconda parte di stagione sta battendo a livelli ottimi, consegna il successo numero 77 dei Twins e toglie a Matt Belisle la responsabilità di aver buttato alle ortiche il vantaggio nel nono inning, quando ha concesso il 38esimo HR di un impressionante Justin Smoak. Bene Jose Berrios (1 punto subito in 5.2 riprese).

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42 e 43 – i fuoricampo di Aaron Judge

Tutti in piedi allo Yankee Stadium per Aaron Judge che tra quarto e sesto inning porta il conto di fuoricampo in stagione a 43 home runs (11 di questi contro Baltimore). I due missili hanno archiviato la partita dopo che gli Yankees avevano segnato sei punti nella ripresa d’apertura. Todd Frazier ha messo a segno il colpo di grazia ai danni del povero Wade Miley, tolto prima della fine del primo inning, con un home run da tre punti. Nel trionfo per 13-5 degli Yankees, hanno avuto spazio anche Gary Sanchez con il fuoricampo numero 31 e Masahiro Tanaka, autore di 7 riprese con 2 punti subiti. Per Baltimore sorride solo il giovane Chance Sisco, che nel nono inning ha battuto il primo home run della carriera.

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16 – le vittorie di Pomeranz

I Red Sox si sbloccano con 6 punti tra quinto e settimo inning e battono gli Oakland Athletics. Christian Vazquez ha pareggiato la partita con un home run nel quinto, poi Andrew Benintendi porta a casa tre punti e regala a Drew Pomeranz il sedicesimo successo dell’anno. 6 inning e un punto subito per l’ex A’s che, nonostante qualche difficoltà, continua una stagione assai positiva. Boston mantiene il margine sugli Yankees.

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33 – gli anni…volevo dire, i fuoricampo di Nelson Cruz

Due doppi e un home run a coronare una performance di 4 valide su 4 at-bat. Nelson Cruz cancella i Texas Rangers nel successo di Seattle per 10-4. Terza vittoria di fila per la squadra di Scott Servais che spinge indietro i Rangers nella corsa alla Wild Card. Positivo il ritorno di Felix Hernandez, che con un limite di 50 lanci, conclude 3.2 riprese. Andrew Albers lo rileva alla perfezione con 5 inning di qualità.

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5 – i punti di Arizona nel primo inning

Lo scontro diretto fra le prime due squadre Wild Card viene deciso dopo un inning completo. Un singolo di Goldschmidt, una base ball a basi piene e un doppio da tre punti di Pollock trascinano Arizona sul 5-0 e Zack Godley conserva il margine con maestria contro il temibile lineup dei Rockies per otto inning. JD Martinez continua a lasciare tutti a bocca aperta con il fuoricampo numero 23 in 49 partite con la squadra di Phoenix (il 39esimo della stagione) e Arizona chiude la serie con un facile 7-0. Cinque sono le lunghezze fra le due Wild Card in questo momento.

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80 – le vittorie dei Cubs

I Chicago Cubs completano lo sweep sui Mets con un largo successo per 14-6. In totale, la squadra di Joe Maddon ha segnato 39 punti in 4 partite, dando una grossa mano ai lanciatori. Sugli scudi Anthony Rizzo, autore di tre valide, tra cui il fuoricampo numero 32 della stagione. Il recap completo - > http://www.mlbitalia.eu/index.php/tutti-gli-articoli/142-2017/6908-cubs-alla-massima-potenza-sweep-ai-mets

20-20 – la stagione di Tommy Pham

Tommy Pham è diventato il sesto giocatore nella storia dei Cardinals con 20 fuoricampo e 20 basi rubate in una stagione. Il fuoricampo numero 20 dell’esterno, preceduto dal singolo nel terzo attacco di Jose Martinez, trascinano i Cardinals alla vittoria per 5-2 sui Cincinnati Reds. Luke Weaver lancia sei inning con un solo punto subito.

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16 – le quality starts di Tanner Roark

Non lo dice a nessuno, ma Tanner Roark sta crescendo sempre di più. 2 punti subiti in 6 inning (tutti provenienti dal fuoricampo di Ozzie Albies) danno margine ai Nats di sconfiggere i Braves per 5-2. In attacco brillano Victor Robles con un triplo e Adrian Sanchez, autore di un doppio da due punti. Nel weekend i Nationals possono avvicinarsi al miglior bilancio della National League con lo scontro diretto contro i Los Angeles Dodgers.

IL VIDEO RECAP

 

LE CLASSIFICHE

American League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

 

National League (da mlb.com, con vittorie, sconfitte, distacco e magic number)

AL Wild Card

NL Wild Card

Teste di serie in American League: 1. Cleveland Indians (91-56), 2. Houston Astros (88-58, 2.5 GB), 3. Boston Red Sox (83-63, 7.5 GB)

Teste di serie in National League: 1. Los Angeles Dodgers (94-52), 2. Washington Nationals (89-57, 5 GB), 3. Chicago Cubs (80-66, 14 GB)

 

TUTTI I FUORICAMPO DELLA GIORNATA

COMING UP… St. Louis Cardinals at Chicago Cubs (ore 20:20) – C. Martinez (11-10) – Lackey (11-11); Baltimore Orioles at New York Yankees (01:05) – Ynoa (1-1) – Severino (12-6); Los Angeles Dodgers at Washington Nationals (01:05) – A. Wood (14-3) – E. Jackson (5-5); Boston Red Sox at Tampa Bay Rays (01:10) – Sale (16-7) – Andriese (5-3);  Kansas City Royals at Cleveland Indians (01:10) – Vargas (15-10) – Bauer (16-8); Milwaukee Brewers at Miami Marlins (02:10) – TBD – Urena (13-6); Seattle Mariners at Houston Astros (02:10) – Paxton (12-3) – Morton (11-7); Toronto Blue Jays at Minnesota Twins (02:10) – Happ (8-10) – Colon (6-12); San Diego Padres at Colorado Rockies (02:40) – Richard (7-13) – Chatwood (7-12); Texas Rangers at Los Angeles Angels (04:07) – N.Martinez (3-6) – Norris (2-5); Arizona Diamondbacks at San Francisco Giants (04:15) – Ray (13-5) – Samardzija (9-13)

 

Fonte foto copertina: duluthnewstribune.com

Author: Kevin Senatore
Posted: September 15, 2017, 12:13 pm
Published in: Videos

Dopo il suo diciottesimo fuoricampo in 34 partite (più veloce della storia ad arrivarci), le convinzioni dei telecronisti dei Phillies hanno iniziato a vacillare: "E se Rhys Hoskins fosse davvero un alieno"?

Author: Pierluigi Mandoi
Posted: September 15, 2017, 10:33 am
Published in: 2017

 

È il nono inning quando le telecamere di Fox Sport Ohio si soffermano ad inquadrare i volti dei giocatori Indians affacciati nel dugout. Sguardi spenti, volti abbattuti e tesi. Di espressioni del genere se ne ricordano due: nel 2013, quando Alex Cobb ed i Rays arrestarono nel wild card game a Cleveland il sogno degli Indians di raggiungere la ALDS per la prima volta dal 2007, e lo scorso anno, in gara 7 della World Series prima del fuoricampo del momentaneo pareggio di Rajai Davis.

 

La partita prosegue, e per gli Indians sembra essere arrivato il momento di salutare la striscia vincente nonostante il singolo di Naquin. Il 26enne esterno, uno degli eroi della scorsa stagione e dimenticato quest'anno a Columbus, si era portato in prima base con una rimbalzante finita in campo opposto contro il closer Kelvin Herrera. Poi, però, il pinch-hitter Francisco Mejia (entrato a battere per Yan Gomes) produceva una brutta rimbalzante che quasi rischiava il doppio gioco finale, con Naquin costretto ad una scivolata borderline in seconda per salvare l'inning.

 

Lindor era l'ultima speranza dei ragazzi di Cleveland. Ma il giocatore di Porto Rico stava avendo una brutta partita. 0-4 per la prima volta in quello che sembra un secolo.

 

Ecco perché i visi erano smorti. Erik Gonzalez in prima a correre per Mejia, ed un battitore, sotto con l'ultimo strike, che sembrava in giornata no. In questo momento i giocatori nel dugout della squadra di casa stavano rimuginando, pensando alle tante occasioni sprecate.

 

Almonte pensava alla sua scivolata anticipata che ha permesso il 2-1 Royals su un blooper di Eric Hosmer, Bruce pensava al suo errore nell'esterno sinistro che ha permesso a Whit Merrifield di arrivare in base nel quinto inning con un doppio, e poi probabilmente anche al suo at bat nell'ottavo inning con le basi piene terminato con una foul ball presa da Salvador Perez. A lui ha fatto seguito anche Carlos Santana, vittima della stessa sorte.

 

 

Troppe foul balls, troppi pop up hanno colpito gli Indians in questa partita. Evidentemente qualcosa era davvero finito.

 

Ma bisogna ricordare una cosa: durante questa striscia gli Indians hanno vinto solamente una partita al nono inning (fuori casa). Le altre o le avevano già chiuse nel primo inning, o le avevano vinte più in là ma prima dell'ultimo attacco.

 

Mai hanno avuto la necessità di dover rimontare. Evidentemente gli Indians avevano ancora un credito con la dea bendata.

 

Con conto 2-2 Francisco Lindor si fa coraggio, ed al quinto lancio dell'at-bat (fastball a 96mph esterna e alta) gira ed alza la palla alta a sinistra dove c'è l'ottimo difensore Alex Gordon. Non era sicuramente il posto in cui Lindor avrebbe voluto mandarla. La palla corre, ed insieme ad essa anche Erik Gonzalez, che pestava già la seconda. Anche Alex Gordon si accorge di dover fare qualche passo indietro e quando finalmente la palla si abbassava, per un attimo ha pensato di averla in pugno.

 

 

 

Invece, la sfera ha colpito prima l'imponente muro dell'esterno sinistro e lo ha fatto terminando ad un centimetro dal guantone dell'esterno, costretto nuovamente a rincorrerla verso il centro. Gonzalez ne ha approfittato correndo a casa per segnare il punto del pareggio mentre Francisco Lindor caricava ancora di più il pubblico, pronto, venti secondi prima, a regalare una dovuta ovazione alla squadra per aver comunque scritto la storia della MLB.

 

Herrera riesce a venirne fuori mentre Cody Allen non trova grossi problemi a sistemare i conti nel decimo.

 

A questo punto sono gli Indians ad avere il coltello dalla parte del manico: dopo aver inseguito per un inning e dal sesto fino al nono, gli Indians si preparavano all'ultimo attacco della partita contro l'ex Padres Brandon Maurer.

 

José Ramirez era il primo battitore. Il dominicano era decisamente on fire. È stato l'unico battitore di Cleveland, oltre a Carlos Santana e pochi altri, a non arrendersi ad un buon Junis.

 

Nel sesto inning, con i Royals che avevano appena ripreso il comando delle operazioni grazie alla battuta di Hosmer, si presentava al piatto con già due valide in altrettanti turni di battuta. Con un eliminato decideva quindi di accontentarsi di una base su ball ma con Encarnacion si era messo in testa di rubare la seconda base.

 

La scelta di tempo è stata ottima. Ramirez aveva battuto il tiro di Salvador Perez toccando per prmo la base, era andato però troppo veloce tanto da scivolare oltre la base accompagnato dalla mano di Whit Merrifield, che effettivamente sembra spingerlo fuori.

 

 

La regola 5.06(a)1 dà all'arbitro la facoltà di riportare il corridore in base se, a suo giudizio, la spinta volontaria o involontaria, ha negato al difensore la base conquistata dal corridore.

 

Francona ha chiesto agli arbitri di rivedere l'azione, cosa che hanno fatto. La chiamata originale è stata confermata, evidentemente l'arbitro non ha ritenuto la spinta forte abbastanza da spingere il corridore fuori la base.

 

Il rammarico cresce ancora di più dopo il singolo di Encarnacion, che costringe Yost al primo cambio. Dentro Mike Minor per un bravo Jakob Junis.

 

Ramirez, che più tardi (nell'ottavo inning) riesce a battere un chiaro doppio a sinistra, forzando Yost a passare in base Encarnacion, ha voluto nuovamente rischiare, sfidando sé stesso ed i Royals.

 

Con conto 1-1 colpisce una fastball alta di Maurer nell'esterno centro. Il candidato a MVP (dopo questa notte il suo nome si fa sempre più forte) arriva in prima ma non si ferma, osserva Cain prendersela comoda e sceglie di spingersi fino alla seconda base. Tocca ancora per primo il cuscino di seconda e questa volta resta lì, dedicandosi il 50esimo doppio stagionale. Solamente tre battitori nella storia di Cleveland hanno colpito in una stagione almeno 50 doppi ed 80 valide da basi extra: Tris Speaker, Albert Belle ed José Ramirez.

 

La valida di Ramirez cambia tutto: Encarnacion impegna Maurer e conquista un 7-pitch walk.

 

Il battitore successivo, Jay Bruce, decide invece di vendicarsi. Guarda i primi due lanci, slider e fastball, finire interni e ben oltre la zona di strike. Decide di non lasciar passare invece il terzo, una fastball colpevolmente lasciata bassa e centrale. Bruce la spedisce a destra, dove Melky Cabrera non arriverà mai. José Ramirez va a punto e Bruce completa la rimonta con il primo walk-off hit della serie di vittorie.

 

 

Serie di vittorie che ora raggiunge 22 partite consecutive. Nessuna squadra ci è riuscita in 100 anni di storia. Gli Indians adesso sono da soli, non hanno compagnie oltre a quella dei New York Giants del 1916, che ora divide l'America e non solo.

 

 

 

È successo dell'altro: Josh Tomlin è stato protagonista di un'altra buona prova, terminata con una linea di 5.2IP, 6H, 2ER, BB, 4K.

 

I Royals hanno colpito per primi, passando in vantaggio per 1-0 nonostante un doppio gioco battuto da Moustakas.

 

Hosmer segna il punto del 1-0 https://www.mlb.com/video/hosmer-scores-on-indians-dp/c-1832414983?tid=6479266

 

Gli Indians pareggiano un inning più tardi con Lonnie Chisenhall, che manda a punto Almonte (doppio) ma viene eliminato in seconda.

Il momentaneo pareggio di Chisenhall https://www.mlb.com/video/chisenhalls-rbi-single/c-1832461583?tid=6479266

 

Tomlin e Junis cominciano a dominare ma i Royals costruiscono la possibilità di tornare in vantaggio nel quinto inning, quando Salvador Perez andava in base con un singolo per spostarsi in terza sulla battuta di Moss finita a destra. Tomlin reagisce e trova due strikeouts su Escobar e Gordon per chiudere l'inning.

 

Nel sesto inning però non finisce nella stessa maniera: Merrifield è il leadoff è alza una lunga flyball a destra. Bruce commette un errore, salta (e anche a vuoto) e la palla colpisce il muro, regalando a Merrifield un facile doppio. Yan Gomes decide di salvare il suo compagno di batteria con una grande giocata, eliminando Merrifield in terza con un perfetto strike per Diaz. Subito dopo fa lo stesso anche Carlos Santana, che trova la sua 82esima assistenza dalla prima base (leader tra le prime basi AL) eliminando il più veloce Cain in seconda sulla battuta di Cabrera.

La giocata di Gomes https://www.mlb.com/video/gomes-makes-a-heads-up-play/c-1832607883?tid=6479266

 

Ma sul blooper di Hosmer Almonte non è altrettanto attento ed i Royals vanno avanti, con Francona che chiama Joe Smith in rilievo.

 

Nel settimo inning ha fatto il suo ritorno sul monte di lancio anche Andrew Miller. Il mancino, fuori da un mese e mezzo, torna in campo senza rehab game dimostrando anche di avere della ruggine da grattare via. Nonostante questo riesce a chiudere un inning senza concedere punti, trovando uno strikeout su Moss ed un inning ending double play su Gordon, che vanifica i singoli di Moustakas e Cain.

 

 

 

Questa notte gli Indians torneranno in campo per la 23esima vittoria, ma i Kansas City Royals, arrivando ad uno strike dalla vittoria, hanno dimostrato che la tribù è battibile. Eccome se lo è.

 

Primo lancio alle ore 1.10.

 

Author: Luca Giangrande
Posted: September 15, 2017, 9:54 am
Published in: 2017

Quattro partite come nel 2015. Ma questa volta ad essere eliminati ufficialmente sono i New York Mets. Con un’altra larga vittoria per 14-6, i Chicago Cubs completano lo sweep a Wrigley Field sui newyorkesi e consolidano il vantaggio nella NL Central in vista della serie clou contro i St. Louis Cardinals.

Fuoco e fiamme nei primi inning della sfida. I due partenti, Seth Lugo per i Mets e l’esordiente Tseng Jen-Ho per i Cubs, hanno subito varie mazzate dai lineup avversari. Nei primi due inning, le due squadre si scambiano tre punti con lo small ball. Brandon Nimmo fissa il punteggio sul 3-0 con il suo sesto doppio, poi la batteria dei rookies Taylor Davis e, appunto, Tseng impattano rispettivamente con un singolo e un out con RBI.

Poi il fattore home run prende il sopravvento e nel terzo inning Dominic Smith e Travis D’Arnaud ammutoliscono il pubblico con due fuoricampo consecutivi e i Mets passano sul 5-3. I Cubs rispondono con Anthony Rizzo nella parte bassa dell’inning. Il suo solo home run, il 32esimo stagionale, porta il match sul 5-4, ma è solo il principio di un'altra esplosione offensiva dei Cubs.

I fuoricampo consecutivi dei Mets: https://www.mlb.com/video/smith-darnaud-go-back-to-back/c-1832798483?tid=6479266

Due scelte tattiche diverse, una fatta con l’urgenza di vincere la partita a tutti i costi, l’altra per dare fiducia al suo partente, cambiano il destino dell’incontro. Mike Montgomery sale in pedana per i Cubbies e da rilievo dimostra di essere uno dei middle relievers più difficili da battere. D’altro canto Seth Lugo resta sul monte, ma dopo una base su ball e tre valide consecutive (una di Montgomery) lascia il campo in svantaggio 7-5.

La giornata dei lanciatori non migliora perché Josh Smoker non riesce a fermare Rizzo, autore di un doppio da un punto che spinge a casa l’altro membro della Premiata Ditta Kris Bryant, che in precedenza aveva portato in vantaggio i suoi con un doppio e due RBIs.

Il primo 5-run inning della partita dei Cubs: https://www.mlb.com/video/cubs-five-run-4th-inning/c-1833175883?tid=6479266

Altri cinque punti giungono nel sesto inning per i padroni di casa, ormai abbonati ai punti facili contro il decimato bullpen dei Mets. Con due eliminati, Albert Almora completa un’ottima serie con due punti battuti a casa e un doppio e infine Jason Heyward mette il punto esclamativo con un rumoroso home run da tre punti.

Home run di Heyward: https://www.mlb.com/video/heywards-three-run-home-run/c-1832989283?tid=6479266

Per il partente Tseng, premiato come miglior lanciatore delle Minor Leagues quest’anno, non è stato il debutto ideale. Tre inning, cinque punti subiti e un errore difensivo hanno macchiato la sua prestazione, ma per “Catfish” non è una bocciatura, secondo quanto ha detto Joe Maddon. Intanto, mentre i rookies provano ad ambientarsi velocemente per guadagnarsi un posto nel roster playoff, arrivano notizie buone da Jake Arrieta che è tornato a lanciare su un monte nel suo recupero dall’infortunio al tendine posteriore del ginocchio.

Decisamente convincente, invece, l’attacco degli orsetti. 39 punti in quattro partite segnano un record negativo per i Mets, che mai avevano subito così tanti punti in una serie nella loro storia. In particolare si è visto un Anthony Rizzo al massimo delle sue capacità, come dimostrano le sue tre valide di giovedì sera.

In casa Mets il solo Jose Reyes svetta per la sua base rubata numero 509 che lo rende leader dei giocatori in attività in questa categoria statistica. I lanciatori, invece, sprofondano al 28esimo posto nella MLB per media ERA (5.02), rendimento tutt’altro che atteso ad inizio anno, vista la rotazione che Terry Collins avrebbe dovuto avere a disposizione. Nel weekend, i newyorkesi affronteranno Atlanta in una serie che ha come obiettivo quello di dare spazio agli altri.

Weekend di fuoco, invece, per i Chicago Cubs ch