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Takagi & Ketra

Takagi & KetraSe due personaggi che non si vedono molto sotto i riflettori, ma questo perché è il loro ruolo, quello di produttori. Ma al di la della loro mancata visione in pubblico, negli ultimi anni si sono guadagnati un posto importante nella rosa dei protagonisti del “nuovo” pop italiano, con il merito di aver messo mano a hit come – solo per citarne alcune – “Roma-Bangkok“, “Vorrei ma non posto” e “Assenzio“.

Ma chi sono Takagi & Ketra? Semplicemente  Alessandro Merli (già membro dei Gemelli DiVersi) e Fabio Clemente (beatmaker dei Boom Da Bash): dal primo incontro ai prossimi progetti, passando per le loro collaborazioni principali e la voglia di svecchiare la “classica produzione pop italiana”. Entrambi vengono da una realtà diversa da un lato i Gemelli DiVersi, un gruppo che ha scritto pagine importanti del pop-rap italiano tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000; dall’altro i Boom Da Bash, un punto di riferimento per tutti i gruppi reggae che si sono formati negli ultimi anni. Ma in realtà non erano così lontani: il loro è stato un incontro strano tra due stili diversi dello stesso genere musicale. Quando lavorano insieme, però, tirano fuori cose che si fondono perfettamente.
E pensare che si sono incontrati nel backstage di un evento radiofonico, nell’estate del 2012, hanno iniziato a chiacchierare scoprendo che più o meno gli piacevano le stesse cose. All’inizio c’è stato uno scambio reciproco, poi c’è stata la prima canzone che hanno prodotto insieme, “Nu juorno buono” di Rocco Hunt, 2014. Dopo Rocco Hunt sono arrivati – tra gli altri – Fedez, J-Ax, Marracash, Fabri Fibra, Jake La Furia, Baby K, Giusy Ferreri e Calcutta.

Takagi: Siamo come artigiani. Ogni giorno arriviamo nella nostra bottega, lo studio di registrazione, e ci mettiamo a lavorare uno con il martello e l’altro con lo scalpello: diamo botte alla musica. Fino ad oggi abbiamo provato a fare qualcosa che non fosse imitazione di nessun altro suono straniero, cercando un po’ di svecchiare e di smuovere un certo tipo di produzione, che era troppo ferma. “Roma-Bangkok”, ad esempio, ha portato tutto avanti di quattro o cinque anni: dopo quella canzone si è più volte cercato di produrre il pezzo estivo in un certo modo, di dare maggiore attenzione al ritmo. Abbiamo tirato fuori le batterie. Nel pop internazionale la cassa è potentissima, la produzione è enorme. Nel nostro paese, per tanti anni, si è rimasti alla classica produzione pop italiana. Recentemente, Giorgio Moroder ha detto che la cosa che deve avere il musicista, oggi, è il gusto: noi abbiamo portato nel pop il nostro gusto, siamo andati verso quello che ascoltiamo.