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Terremoto di magnitudo 4.6 nel Maceratese. Nessun ferito

Alle 5:11 con epicentro a Muccia. Il sindaco di Pieve Torina (MC) chiude le scuole: ‘Ci sono danni’. Quattro famiglie evacuate a Pieve Torina. Oltre 50 le repliche tra cui due di magnitudo 3.5.  La scossa di terremoto di magnitudo 4.6 è stata registrata alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondità. Lo riporta l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita anche in Umbria. La Protezione civile è in contatto con i sindaci delle zone terremotate che al momento non hanno segnalato danni. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni informa con un tweet che la Protezione civile è impegnata sul posto con i sindaci della zona e le popolazioni colpite: “Ancora scosse, danni, paura”. La scossa è stata evvertita anche nell’aretino.  Ad Arezzo sono molte le telefonate arrivate al centralino dei vigili del fuoco, in particolare dai residenti nei piani più alti dei palazzi cittadini. Paura ma nessun danno viene segnalato né in città né in Valtiberina altra zona dove il sisma è stato avvertito dalla popolazione.

La circolazione ferroviaria su tutta la tratta Civitanova Marche-Albacina, sospesa stamattina da Rfi per alcune ore in attesa di verifiche sulla tenuta della linea ferrata dopo la scossa di magnitudo 4.6 registrata alle 5:11 di stamani a 2 km da Muccia, nel Maceratese è ripresa regolarmente verso le 11:20. Da alcune ore era già stata riattivata la tratta Civitanova Marche-Macerata. In seguito è ripresa la circolazione anche tra Macerata e Albacina. Nel frattempo sono stati cancellati cinque treni, sei limitati e ci sono stati rallentamenti fino a 50′ per tre convogli regionali.

Il sisma è stato avvertito anche a Roma Lo indica la mappa della percezione elaborata dall’Ingv. Il terremoto di magnitudo 4.6 è stato avvertito in un’ampia zona, che comprende anche Umbria e Lazio, fino a Roma. Lo indica la mappa della percezione del terremoto messa a punto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), sulla base di 590 questionari compilati finora online dalla popolazione sul sito ‘Hai sentito il terremoto?’. L’evento, spiega l’Ingv in un nota, è stato avvertito in un’ampia zona, in particolare a nord-est dell’epicentro, nelle province di Macerata, Ancona, Pesaro, in Umbria, nel Lazio e, in modo lieve, a Roma. Sulla base degli stessi questionari, l’Ingv ha elaborato anche la mappa del ‘risentimento sismico’ nella scala Mcs (Mercalli-Cancani-Sieberg), che indica la distribuzione degli effetti del terremoto sul territorio.

Magnitudo 3.3 nell’Aquilano; sindaco Ocre, forte boato Un “boato significativo, un rumore forte più che l’oscillazione”: così alle 6,49 si è svegliata Ocre, il comune dell’Aquilano dove l’Ingv ha registrato una scossa di magnitudo 3.3. A parlare è il sindaco, Fausto Fracassi. “Al momento – dice – non è pervenuta nessuna segnalazione, e neanche telefonate al Comune. Il rumore è stato forte e abbiamo capito che l’epicentro era da noi. Abbiamo attivato tutte le procedure ma per ora non sono segnalati danni a persone o cose. Parte della popolazione vive nei moduli abitativi e parte nelle case ricostruite. La scuola, tutta nuova e in legno, è aperta e sicura. Continueremo con le verifiche”. All’Aquila, a 10km, la scossa è stata avvertita in parte della città.

In due ore oltre 20 scosse con magnitudo superiore a 2 si sono verificate nella zona colpita dal sisma di questa mattina all’alba, con epicentro a pochi chilometri da Muccia. Secondo l’elenco dell’Ingv, sono state due le scosse con magnitudo 3.5, mentre le altre sono comprese da 2 a 2.6. Ma lo sciame sismico ha visto anche una trentina di scosse di minore intensità, tra lo 0,9 e l’1,9. Crollato piccolo campanile chiesa Muccia. La scossa di terremoto di magnitudo 4.7 avvenuta alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia (Macerata) ‘ha fatto crollare il piccolo campanile della Chiesa del ‘600 Santa Maria di Varano’. Lo riferisce il sindaco Mario Baroni. Ora sono in corso accertamenti, spiega il primo cittadino, per verificare se vi siano ulteriori danni sulle poche case rimaste agibili in paese: su 920 abitanti, 550 sono sistemati nelle Sae, 120-130 persone stanno in case agibili e il resto è in sistemazione autonoma o da parenti.