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Tiro al bersaglio. Un’indagine del commissario Lucchesi di Gianni Simoni

Omicidi, appalti truccati, spaccio di droga, suicidi, prestito a usura…È una Milano amara e violenta la protagonista di questo nuovo romanzo di Gianni Simoni, dove tra i muri delle case si consumano in silenzio delitti squallidi, terribili, prodotti da una triste combinazione di solitudine, povertà e delinquenza spicciola.

«Il commissario Lucchesi possiede il fiuto, quell’istinto animale che lo porta a cogliere il dettaglio diabolico della verità. È il suo mestiere, il suo senso di stare a questo mondo.»Corriere della Sera

Una mattina, all’alba, lo squillo del telefono in casa Lucchesi tira giù dal letto il commissario: c’è stata una rapina al quartiere milanese QT8 ai danni di un vecchio droghiere, rimasto ucciso da un colpo di fucile a canne mozze. Poche ore dopo, la Omicidi è di nuovo chiamata in gioco al gran completo: in un appartamento del centro un uomo è stato trovato morto nel suo salotto, la testa spaccata da un colpo di martello. In entrambi i casi, le piste si moltiplicano: dietro l’apparente normalità delle due vittime, infatti, gli inquirenti scoprono verità torbide, una fitta rete di tradimenti e bugie, ricatti e sotterfugi, traffici illeciti e sporchi inganni: per stilare una lista dei sospetti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il commissario Lucchesi, poliziotto dal carattere difficile, pur amando di solito muoversi da solo, questa volta sa che dovrà avvalersi della collaborazione di tutta la squadra, per venire a capo di quei due casi. Nel frattempo, un dramma personale travolge la sua fedele compagna, Lucia Anticoli, e tra loro nulla potrà più essere come prima…

 

Autore: Gianni Simoni    Vive a Milano dal 1985. Entra in magistratura nel 1967, giudice istruttore a Milano e poi a Brescia dal 1974 al 1985.
Si è occupato della maggior parte dei processi di sequestro di persona a scopo di estorsione e di alcuni dei processi “politici” di quegli anni, svolgendo indagini sulle cellule bresciane legate alle BR e a Prima Linea. Nel 1985 si trasferisce alla Procura Generale di Milano, tratta come pubblico ministero alcuni dei principali processi di criminalità organizzata (Wall Street, Count Down) e il processo d’appello per l’omicidio Ambrosoli. Conduce l’inchiesta sulla morte per avvelenamento di Michele Sindona nel carcere di Voghera.
Oggi è in pensione, e si dedica alla scrittura.
Con Garzanti ha pubblicato Il caffè di Sindona, in collaborazione con Giuliano Turone. Fra le indagini del commissario Miceli e dell’ex giudice Petri citiamo Commissario, domani ucciderò Labruna, Il filosofo di Via del Bollo, La scomparsa di De Paoli.