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Versace venti anni dopo, omaggio al MANN

Dal 14 luglio, oggetti e abiti da collezioni private

A venti anni precisi dalla scomparsa di Gianni Versace (15 luglio 1997) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospiterà “Dialoghi/Dissing – Gianni Versace Magna Grecia Tribute”, mostra ed eventi a cura di Sabina Albano (opening 13 luglio, ore 19; apertura al pubblico dal 14 luglio al 20 settembre). Attraverso la collezione privata di abiti e oggetti raccolti negli anni da Antonio Caravano, si investigheranno i forti legami del grande stilista con la Magna Grecia. La sala del Cielo Stellato e il giardino adiacente ospiteranno una serie di abiti, oggetti, video che parlano di questo genio della Moda Italiana e opere di altri artisti, ma tutte sotto il segno di Gianni Versace; in mostra nel giardino tre sculture di Marcos Marin, opere di Manuela Brambatti, Bruno Gianesi, Marco Abbamondi e Ilian Rachov e l”abito olfattivo’ creato dall’azienda partenopea Mansfield.
“Ho in mente questo progetto davvero da molto tempo”, racconta Sabina Albano, ideatrice e curatrice della mostra con Maria Morisco.
Donatella Versace rende omaggio ai 20 anni della scomparsa del fratello Gianni con una  sfilata nel giardino della villa di famiglia in via Gesù: «in un’atmosfera più intima-dice. – Per questo ho letteralmente dimezzato gli inviti». Il più grande tributo tuttavia è la collezione dove si rileggono gli stilemi di Gianni: greche e meduse: le celebri camicie stampate ma anche i gessati (un capolavoro quelli con le righe di catenelle) nonché le più semplici T shirt. Già perché tutto è frullato come l’abbigliamento dei giovani di oggi. Emblematico in tal senso il giubbotto di jeans con intarsi di seta foulard. «Oggi bisogna offrire ciò che la gente vuole: l’esatto opposto dei tempi di Gianni, quando lo stilista imponeva. A guidarci devono essere i giovani che adesso sono blogger e influencer. Gianni lo aveva già capito… E quando è morto non esisteva ancora Internet».